Il campanile del duomo non sarà ingabbiato
Il progetto di messa in sicurezza della torre prevede fasciature solo agli angoli e tiranti a croce
TERAMO. Il campanile del duomo, in attesa dei lavori che un giorno o l’altro dovrebbero ridargli la stabilità perduta a causa di vetustà, incuria e terremoti, non scomparirà agli occhi dei teramani. Il progetto di messa in sicurezza dell’opera quattrocentesca redatto dai due tecnici incaricati dal Comune, l’architetto Luca Falconi Di Francesco e l’ingegnere Gabriele Di Felice Ardente, prevede infatti che non ci sarà la “cerchiatura” completa della torre con strutture di legno o di metallo, ma una fasciatura degli angoli con liste di legno lamellare e l’inserimento nella muratura di tiranti a forma di “X”. Una messa in sicurezza, dunque, dall’impatto visivo molto ridotto rispetto a quello che si temeva.
Il progetto – la cui redazione è stata conseguente a un attento monitoraggio effettuato dai tecnici delle lesioni presenti sulla torre – è stato consegnato giù da una decina di giorni agli uffici comunali, che devono inoltrarlo al Cor (centro operativo regionale) della Protezione civile per avere l’ok al finanziamento. È necessario anche il parere della Sovrintendenza, la quale però avrebbe già dato il proprio assenso in modo informale.
Salvo lungaggini burocratiche, l’intervento di messa in sicurezza dovrebbe prendere il via a breve. Ma è il caso di sottolineare a scanso di equivoci che, appunto, solo di messa in sicurezza si tratta. Perché per affrontare in modo risolutivo i problemi strutturali della cattedrale di San Berardo e Santa Maria Assunta – che non riguardano il solo campanile ma anche altre parti – sarà necessario un intervento costoso e complesso. Nell’ambito dei fondi post-sisma sono stati destinati al duomo di Teramo tre milioni di euro.(d.v.)
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