Il campetto occupato pronto a resistere anche in tribunale

L’anarchico Di Bonaventura: «Già contattati tre avvocati Vogliono mandarci via solo per una vendetta politica»
GIULIANOVA. Il “campetto occupato” di viale dello Splendore si trasforma anche in “area presidiata a oltranza”. È quanto affermano gli antagonisti che da cinque anni circa occupano abusivamente quel fazzoletto nel centro storico giuliese e che, dopo l’annuncio che il campetto verrà sottoposto a un’opera di riqualificazione dall’Asp 2, l’ente proprietario, sono decisi a resistere «non solo attraverso il presidio fisico, ma anche avvalendoci del contributo di tre legali di fiducia».
Così dice al Centro Gianluigi Di Bonaventura, uno degli animatori dell’occupazione, che nella vita esercita il mestiere di apicoltore a Tossicia e si definisce un anarchico più che mai convinto. «Quella portata avanti dalla Asp 2 Teramo e dalla sua presidente Giulia Palestini», continua Di Bonaventura, «è un’operazione esclusivamente politica per eliminare un’esperienza di vita collettiva più che positiva. Il primo atto compiuto sul territorio dall’azienda pubblica di servizi alla persona è stato quello di smantellare un’esperienza che negli anni ha offerto vicinanza e assistenza a persone in difficoltà, dimenticate dalle istituzioni. E non è vero che si vuole riqualificare quell’area dove oggi ragazzi e ragazze si corciano le maniche per lavorare, per ottenere prodotti della terra, per creare cultura, per confrontarsi e per disporre di un luogo di aggregazione. La verità vera dell’Asp 2 è il voler cancellare la nostra esperienza, con chiaro suggerimento da parte di chi ha interesse a raggiungere l’obiettivo». Il riferimento al sindaco giuliese Jwan Costantini, da sempre nel mirino degli antagonisti, sembra chiaro.
Di Bonaventura riferisce che all’assemblea autoconvocata di giovedì pomeriggio hanno partecipato circa 80 persone e tutte, unanimemente, hanno deciso di non mollare e anzi di raddoppiare gli sforzi per resistere. Sottolinea Di Bonaventura: «Il 25 aprile, festa della Liberazione, convocheremo una ulteriore assemblea in piazza della Libertà sotto la lapide che ricorda i proletari vittime della guerra borghese. In quella sede torneremo a parlare della realtà del campetto occupato e, soprattutto, difenderemo in piazza l’idea che lo anima da diverso tempo, una rottura con il presente». In questi giorni, noncuranti della spada di Damocle che incombe sulla loro testa, i giovani del campetto continuano a frequentarlo assiduamente e a curare le colture orticole di cui vanno fieri. I frutti saranno raccolti da chi ne ha più bisogno.
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