Il Capitano Ultimo si racconta: «Una vita contro la criminalità»

27 Aprile 2022

Il colonnello dei carabinieri che è stato tra gli autori della cattura di Totò Riina ospite all’università: «L’attività di contrasto deve passare dalle risorse che devono essere investite sul territorio»

TERAMO. Criminalità e sicurezza partecipata: sono stati i temi affrontati ieri pomeriggio all'università di Teramo dal Capitano Ultimo, nome di “battaglia” del colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio fra gli autori nel 1993 dell'arresto del boss di Cosa Nostra Totò Riina.
Un uomo dell'Arma che ha speso una vita intera nella lotta alla malavita e alle diverse forme di crimine organizzato in Italia: la sua esperienza e il suo impegno sono testimonianze vive che ieri hanno trovato spazio e forte attenzione nell'aula tesi del polo “Silvio Spaventa” dell'ateneo grazie all'iniziativa “Ospitalità e legalità. La testimonianza di Capitano Ultimo”.
Si tratta di un evento organizzato dal Caffè letterario federiciano di Teramo, presieduto da Elisa Ciapanna, in collaborazione con istituto Rea e Pastorale universitaria, Nuovo sindacato carabinieri, sindacato autonomo di polizia Pescara, associazione Penelope Abruzzo persone scomparse, associazione Cavalieri erranti - Templari federiciani, associazione studentesca universitaria 360 gradi e la protezione civile Eracle - Templari federiciani. Il Capitano Ultimo ha raccontato ai numerosi presenti i diversi momenti della sua vita personale e professionale, aprendo poi una profonda e critica riflessione sul tema della sicurezza e sui mezzi concreti di contrasto alla criminalità. Un contrasto che, ha detto, «deve necessariamente passare dalle risorse che vanno investite sui territori, sulla tecnica e sulle capacità dei professionisti che operano sul campo». Il Capitano Ultimo ha parlato inoltre di sicurezza praticata e partecipata, spiegando come chi è deputato a garantirla debba renderne conto ai cittadini. Il colonnello ha sottolineato come la presenza dei sindaci all'interno dei comitati per l'ordine e la sicurezza istituiti presso le Prefetture italiane serva proprio a questo: a coinvolgere i cittadini, renderli parte attiva e centrale dei processi decisionali e a dare loro voce all'interno dei sistemi e degli organismi che si occupano di coordinare e gestire le azioni volte a garantire la legalità. (v.m.)
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