Il carabiniere arrestato al giudice «Non ho mai tradito l’Arma»

4 Marzo 2021

Interrogatorio di garanzia per il vice brigadiere finito ai domiciliari per spaccio di cocaina Il militare in servizio a Castelnuovo non entra nel merito delle accuse e fa dichiarazioni spontanee

TERAMO. Davanti al gip ha scelto di non entrare nel merito delle accuse, ma di fare dichiarazioni spontanee per dire: «Resto attaccato all’Arma a cui ho dedicato la vita. Non l’ho tradita». Così Franco Caviti, il 51enne vice brigadiere dei carabinieri di Basciano arrestato nei giorni scorsi con la pesante accusa di spaccio di sostanza stupefacenti.
L’uomo, finito ai domiciliari, ieri mattina è comparso davanti al gip Lorenzo Prudenzano per l’interrogatorio di garanzia. Assistito dall’avvocato Daniele Di Furia, il militare ha scelto di non entrare nel merito delle accuse che gli sono contestate ma solo di fare dichiarazioni spontanee. «Resto attaccato all’Arma dei carabinieri a cui ho dedicato la vita», ha detto in aula, « e che non ho mai tradito. Cercherò di fare chiarezza sulla mia persona e ringrazio la mia famiglia per la vicinanza in questo particolare momento». Al termine dell’udienza il legale ha chiesto al giudice la concessione di una misura diversa, «meno afflittiva» per l’uomo: istanza che è stata respinta dal magistrato. Secondo le accuse messe in fila prima dagli stessi carabinieri che hanno indagato sul collega e poi dalla Procura (fascicolo del pm Davide Rosati) il militare, in servizio nella caserma di Castelnuovo Vomano, avrebbe spacciato per pagarsi le dosi facendo riferimento a un giro di clienti tra Teramo, Basciano, Torricella Sicura e Penna Sant’Andrea. Tra loro professionisti, impiegati e operai, tutti insospettabili: tutti incensurati o comunque non conosciuti nel giro dei reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono partite nell’agosto scorso proprio dai carabinieri, insospettiti dal comportamento del collega. Hanno permesso di ricostruire un giro di spaccio che ogni mese, sempre secondo l’accusa, muoveva tra i 300 e i 500 grammi di cocaina di alta qualità. Davanti al gip, ieri mattina, sono comparsi anche gli altri due arrestati nell’ambito della stessa operazione: si tratta di Roberto Tarquini, 46enne di Teramo, e di Antonio Tortella, 36enne di Castelli, entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine. Anche per loro l’accusa contestata è quella di spaccio.Tortella, assistito dall’avvocato Francesco Valentini, ha risposto alle domande ammettendo parzialmente gli addebiti. Tarquini assistito dall’avvocato Paola Pedicone. (d.p.)
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