Il carabiniere arrestato parla con il pm

Lungo faccia a faccia dopo la richiesta fatta agli inquirenti dallo stesso militare di Basciano, accusato di spaccio di droga
TERAMO. Un lungo faccia a faccia con il pm chiesto dallo stesso militare per chiarire la sua posizione. È quello che si è svolto ieri pomeriggio in Procura tra Franco Caviti, il 51enne vice brigadiere dei carabinieri di Basciano arrestato con la pesante accusa di spaccio di sostanza stupefacenti, e il sostituto procuratore Davide Rosati titolare del fascicolo. Un interrogatorio chiesto dallo stesso militare per chiarire la sua posizione e che si è tenuto alla presenza degli avvocati difensori Daniele Di Furia e Renzo Di Sabatino. L’audizione è arrivata giorni dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Lorenzo Prudenzano durante il quale il carabiniere non era entrato nel merito delle accuse ma aveva fatto dichiarazioni spontanee dicendo «di aver sempre servito l’Arma».
È ipotizzabile che nell’interrogatorio di ieri abbia risposto alle domande del pm e sia entrato nel merito delle contestazioni. Secondo le accuse messe in fila prima dagli stessi carabinieri che hanno indagato sul collega e poi dalla Procura il militare, in servizio nella caserma di Castelnuovo Vomano, avrebbe spacciato per pagarsi le dosi facendo riferimento a un giro di clienti tra Teramo, Basciano, Torricella Sicura e Penna Sant’Andrea. Tra loro professionisti, impiegati e operai, tutti insospettabili: tutti incensurati o comunque non conosciuti nel giro dei reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono partite nell’agosto scorso proprio dai carabinieri, insospettiti dal comportamento del collega. Hanno permesso di ricostruire un giro di spaccio che ogni mese, sempre secondo l’accusa, muoveva tra i 300 e i 500 grammi di cocaina di alta qualità. Con il carabiniere sono stati arrestati altri due uomini, entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine.(d.p.)
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