Il caso del capo di gabinetto riesplode in consiglio
ROSETO. La scelta del capo gabinetto non ha sorpreso nessuno, ma le modalità sì. Dopo circa due mesi di assenza è tornato a Roseto il consiglio comunale, con i consiglieri dell’opposizione molto...
ROSETO. La scelta del capo gabinetto non ha sorpreso nessuno, ma le modalità sì. Dopo circa due mesi di assenza è tornato a Roseto il consiglio comunale, con i consiglieri dell’opposizione molto combattivi, a cominciare da Enio Pavone. «Il concorso per il capo di gabinetto è stata una farsa», dice Pavone, «la legge permette al sindaco di scegliere i propri collaboratori, ma all’interno di una procedura specifica comparando i titoli dei vari candidati. Questo non è stato fatto».
Poi ha attaccato sindaco, vicesindaco e segretario comunale. «Per la questione del palo di Cologna qualsiasi amministratore si sarebbe dimesso», continua Pavone, «e poi ho richiesto l’accesso immediato agli atti, accesso che in sostanza mi è stato negato». I consiglieri di Casa Civica, Angelo Marcone e Mario Nugnes, hanno ricordato come questa estate il lungomare è stato bloccato per i lavori della pista ciclabile fino a fine luglio. «L’aria che tira non vi è molto favorevole», ha aggiunto Alessandro Recchiuti, « tra pali e buche avete fatto magre figure».(l.v.)
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