Il caso Vasanella non è chiuso: Fratelli d’Italia punge il sindaco

Il capogruppo Lollobrigida a Costantini: «Riunire il centrodestra dopo il 25 settembre non ha senso» Nuova riunione martedì, l’assessore Di Candido torna a mettere a disposizione il proprio mandato
GIULIANOVA. Il caso politico che vede protagonista Paolo Vasanella non è ancora chiuso perché il presidente del consiglio comunale, pur avendo dichiarato la propria disponibilità a dimettersi in funzione dell’ingresso in maggioranza di Fratelli d’Italia, non lo ha fatto e avrebbe alzato l’asticella delle richieste messe sul tavolo come contropartita. La questione comincia a essere percepita come un fatto ingombrante sotto il cielo della politica. Lo ha lasciato intendere a chiare lettere venerdì scorso il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Francesco Lollobrigida, che nella convention all’hotel Cristallo, rivolto al sindaco Jwan Costantini, ha detto: «Raggiungere il traguardo della riunificazione a Giulianova del centrodestra dopo il 25 settembre non ha senso». Il sindaco, toccato nell’orgoglio, ha reagito d’istinto e ha convocato per martedì prossimo una riunione di maggioranza con tre punti all’ordine del giorno: la Julia Rete, ovvero la nomina del nuovo amministratore unico che dovrebbe rispondere al nome di Federico Iachini; i punti da trattare nel consiglio comunale del 28 settembre prossimo; e infine, ma non ultimo, “presidenza del consiglio comunale”, ovvero il caso Vasanella.
Costantini vuole riunire la maggioranza per capire se qualcuno, proprio all’interno della compagine del governo cittadino, stia mestando nel torbido per rendere inattuabile l’operazione Fratelli d’Italia e indebolire il sindaco stesso in vista delle elezioni della primavera 2024. Probabilmente ne è consapevole l’assessore ai lavori pubblici Giampiero Di Candido, presente all’interno dell’esecutivo in qualità di “tecnico esperto” senza essersi candidato nelle consultazioni del 2019. Infatti, lo stesso Di Candido afferma: «Lo spettacolo che si sta fornendo lascia alquanto a desiderare e non mi pare una cosa positiva per la città. Il sindaco sta perseguendo un progetto politico e noto che attorno vengono alimentate delle contrarietà. Proprio non più tardi di ieri (venerdì, ndc) ho ribadito allo stesso sindaco che la mia delega è a sua disposizione e che fornirò le dimissioni a semplice richiesta purchè si esca fuori da questo siparietto». Gli fa eco l’assessore alla cultura e alle partecipate Paolo Giorgini: «Mi sono speso molto per trovare una soluzione e non capisco il tergiversare degli ultimi giorni. Credo che la misura sia colma e che ora c’è solo bisogno di chiarezza con una risposta ferma, certa, inequivocabile e senza riserve mentali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

