Il centrodestra attacca D’Alberto, il Pd lo difende

TERAMO. Nuovo attacco del centrodestra teramano al sindaco Gianguido D’Alberto dopo le sue critiche all’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio in merito alle libertà di movimento...
TERAMO. Nuovo attacco del centrodestra teramano al sindaco Gianguido D’Alberto dopo le sue critiche all’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio in merito alle libertà di movimento consentite da oggi per la fase 2. D’Alberto aveva criticato il provvedimento sostenendo, tra l’altro, che non era stato concordata con i sindaci e che crea confusione. Interpretazione del tuto respinta da Alberto Covelli a nome del coordinamento dei gruppi consiliari di centrodetra al Comune di Teramo. «Sarebbe curioso sapere cosa il sindaco non abbia compreso dell’ordinanza del presidente della Regione e per quale motivo ritenga che venga creata incertezza e confusione tra i cittadini», si legge nella nota che prosegue: «Del tutto fuori luogo appare il richiamo del sindaco al fatto che la Regione, nell’elaborare le proprie decisioni, non abbia ritenuto di consultare i sindaci, che sono solo 305 in Abruzzo. Sarebbe interessante sapere a questo punto se egli pensa di rappresentare solo i sindaci del Pd o anche altri. Appare utile ricordare al sindaco D’Alberto, peraltro, che anche lui ha adottato tale linea operativa nella gestione della crisi e che anzi non si è confrontato affatto, neanche con il consiglio comunale». Il centrodestra condivide l’epiteto di «sindaco parlante», affibbiato a D’Alberto dal sottosegretario alla giunta regionale Umberto D’Annuntiis, aggiungendo che Teramo avrebbe invece bisogno di un «sindaco facente».
In difesa di D’Alberto si schiera il capogruupo consiliare del Pd Luca Pilotti, che parla di «vacuità argomentative messe in campo dal centrodestra». D'Annuntiis e Covelli, aggiunge l’esponente Dem «sono infastiditi dal fatto che il sindaco di Teramo “parli", che ponga giuste recriminazioni e sollevi problematicità e criticità che rientrano, tutte, tra le sue prerogative di primo cittadino e di presidente dell'Anci Abruzzo». Secondo Pilotti D’Annuntii e Covelli utilizzano «argomenti e toni da pettegoli di paese, che nulla hanno a che fare con il ruolo istituzionale del primo e quello “politico” del secondo; argomenti e toni che risulterebbero odiosi e poco nobili persino se pronunciati dal cittadino qualunque. D'Annuntiis e Covelli hanno diffuso in rapida successione, e con malcelata finalità, due comunicati sguaiati in cui attaccano peraltro anche il PD, a cui ascrivono l’appartenenza del Primo Cittadino del tutto a sproposito; sparlano e gettano fango perché vogliono una cosa soltanto: che il sindaco di Teramo stia zitto.(red.te.)
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