Il centrosinistra: «La Provincia è incapace di programmare»

Il gruppo di minoranza “La Casa dei Comuni” all’attacco: «Lassismo e incapacità, ci sono zero atti non soltanto per l’Ipsia Marino, ma anche per l’Einstein. E gravi ritardi per l’Artistico e il Delfico»
TERAMO. «La Provincia di Teramo negli ultimi tre anni non è stata in grado di programmare le grandi opere di edilizia scolastica. Un lassismo e un'incapacità che non hanno prodotto risposte alle esigenze della comunità educante, degli studenti e della comunità locale. Vogliamo la Provincia del fare e non del dire». È dai toni forti la polemica del gruppo consiliare di minoranza in Provincia “La Casa dei Comuni”, composto dal capogruppo Mauro Scarpantonio con Graziano Ciapanna, Graziella Cordone e Luca Lattanzi, esposta ieri mattina in conferenza stampa contro l’amministrazione del presidente Diego Di Bonaventura.
«Nel bilancio di quest’anno manca di nuovo l’iscrizione delle grandi opere perché sono state tutte spostate al 2022, quando finirà la consiliatura, a prescindere se sono già state finanziate», ha lamentato Scarpantonio, «questo significa che gli iter procedimentali inizieranno nel 2022, ma non i cantieri, per i quali si allungheranno ancor di più i tempi. Ricordiamo che la Provincia di Teramo è l’unica in Italia, in disprezzo anche alle norme di legge, a non aver approvato le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del suo mandato, o meglio sono state bocciate dal consiglio provinciale perché ritenute inconsistenti e insignificanti e mai ripresentante».
L’accento è stato posto in primis sulla situazione dell'Ipsia “Marino – Alessandrini”di Teramo per il problema della collocazione degli alunni che saranno costretti a fare lezioni pomeridiane per non aumentare, dopo la messa a disposizione della Provincia delle aule al Pascal, “lo spezzatino" delle sedi ( sono già collocati nelle scuole Iti, Einstein e Milli) dopo la chiusura, dal 2017, della propria scuola per problemi di vulnerabilità sismica. «La soluzione l’ha trovata la preside Stefania Nardini e non la Provincia», ha proseguito, «per questa scuola ci sono zero atti amministrativi, nemmeno lo studio di fattibilità, nonostante ci sia già un mutuo Bei del Ministero dell'Istruzione e il quale iter deve seguire una procedura ordinaria e non la normativa sisma. In tutta Italia sono già partiti i cantieri finzanziati dal Bei».
Altri esempi di criticità vengono portati all’attenzione dal gruppo di opposizione. «Zero atti amministrativi anche per il liceo scientifico “Einstein”», ha aggiunto, «per l’artistico “Montauti” siamo solo alla gara di progettazione e per l’adeguamento sismico del primo lotto del liceo classico e del convitto “Delfico” la determina di affidamento all’impresa è stata fatta nel 2019, la direzione dei lavori è stata incaricata nel 2021, ma a oggi i lavori ancora non sono stati consegnati. Anche per il secondo lotto nulla è stato fatto. E così per tante altre scuole. Giusta programmazione è anche quella di calibrare le risorse alle effettive esigenze, ma i 4,3 milioni di euro assegnati con il decreto ministeriale del marzo scorso per gli interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici sono stati suddivisi su sedici scuole con il motto “non facciamo un torto a nessuno”».
Infine, il gruppo ha fatto riferimento ai dieci cantieri nelle scuole annunciati dal consigliere delegato Luca Frangioni. «I dieci cantieri sono partiti mercoledì scorso per un totale di 100mila euro: tutti lavori piccoli», ha concluso Scarpantonio, «le manutenzioni ordinarie e straordinarie sono importanti, ma non si può e deve tralasciare la programmazione delle grandi opere, soprattutto se già sono state finanziate. Noi abbiamo offerto la nostra collaborazione, ma ora la fiducia è finita».
PRATI DI TIVO. «Per Prati di Tivo sarebbe dovuta intervenire la Provincia a riprendersi, da proprietaria, la cabinovia della Madonnina e procedere alla gestione diretta o a un affidamento diretto almeno per garantire il servizio nella stagione estiva»: così Scarpantonio nella stessa conferenza, «la situazione doveva essere portata in consiglio provinciale ed essere discussa e affrontata insieme. Infine ci chiediamo: perché sono due mesi che Marco Finori si è aggiudicato l'acquisto degli impianti e ancora non c’è l’affidamento definitivo?».
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