Il circolo anziani riapre dopo 13 anni

12 Aprile 2022

La sede storica è inagibile, l’associazione insieme al Comune ha reso funzionale la baita donata alla città nel 2016

MONTORIO AL VOMANO. Dopo tredici anni dal terremoto del 2009, riapre a Montorio il circolo ricreativo e culturale per gli anziani nella struttura antisismica di legno di via Leopardi, dinanzi all’asilo nido. La sede storica nell’ex dispensario è inagibile e chiusa e da allora il circolo, che contava trecento iscritti, non ha più trovato una collocazione. Ma grazie all’iniziativa del presidente Giovanni Tassoni e del socio Elia Di Giamberardino e con il contributo del Comune si è deciso di dare funzionalità alla baita che fu realizzata dopo il sisma 2016 proprio per ospitare il circolo, con la donazione di parte del modulo dall’associazione "Forlife” e dalla ditta “Area legno” e con i contributi di consorzio Bim, Comune di Montorio, Ancescao nazionale e Lombardia con gemellaggio, Cgil Abruzzo ed Emilia Romagna, Fondazione Tercas e raccolta fondi tra i soci. In questi giorni si sta procedendo ad allestire l'interno del locale, con l'intenzione di realizzare un giardino all'esterno e in attesa dell’allaccio della corrente dall’Enel su richiesta del Comune. «Appena abbiamo l'energia riapriamo e diamo avvio alla campagna di tesseramento», hanno spiegato i promotori, «Montorio deve finalmente riavere il suo circolo che non è solo svago, ma anche iniziative culturali e un punto di riferimento importante».
È una sede provvisoria, come ha specificato il sindaco Fabio Altitonante. «Ci siamo attivati per superare i problemi legati alla superficialità di chi ha scelto un posto dove mancava l’energia elettrica», ha detto, «e abbiamo mantenuto l’impegno di riaprirlo, ma in attesa di una sede dignitosa: una baita per l’alta montagna non si presta architettonicamente al paese, non è adeguata per un circolo ricreativo e sono stupito di come sia stata scelta». Sulla sede storica, che è di proprietà della Asl di Teramo, è in corso l’iter di ricostruzione post-sisma. «C'è un finanziamento di 300mila euro che non basta e abbiamo chiesto un’integrazione» ha detto il direttore generale Maurizio Di Giosia, «il terremoto ci ha costretti a spostare il circolo, ma stiamo sbrigando le pratiche per recuperare l’immobile».
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