Il Cirsu paga i creditori tranne Deco

29 Luglio 2014

Riunione-fiume dei soci: congelato il debito di 2,2 milioni verso la società di Di Zio che chiederà il fallimento del consorzio

GIULIANOVA. Niente soldi alla Deco. il Cirsu decide a sorpresa di non saldare il debito di 2.250.000 euro accumulato nei confronti di “Abruzzo igiene ambiente”, la società vicina ai Di Zio, che avrebbe dovuto pagare entro la giornata di ieri. Il consorzio che gestisce i rifiuti dei Comuni di Giulianova, Bellante, Roseto, Mosciano, Notaresco e Morro d'Oro, ha infatti liquidato le somme spettanti a tutti i propri creditori, tranne che all'Aia, affidando la decisione nel merito al tribunale di Teramo. Questa decisione è stata assunta al termine di una lunghissima riunione dei soci del Cirsu, iniziata alle 9 e conclusasi nel tardo pomeriggio.

Il consorzio ha deciso di non pagare l'Aia applicando una sorta di autotutela. La stessa società, infatti, non gli avrebbe ancora fornito spiegazioni in merito alla propria posizione debitoria, maturata negli anni cui “Abruzzo igiene ambiente”, che costituiva il socio privato della Sogesa, ex braccio operativo di Cirsu, gestiva il polo tecnologico di Grasciano. Insomma, i 2.250.000 euro del Cirsu «non sarebbero dovuti» all'Aia: è questo il succo della lettera che sarebbe stata inviata dai legali del consorzio ad “Abruzzo igiene ambiente”, dato che la stessa società non avrebbe fatto sufficientemente chiarezza sui debiti che il consorzio si è trovato a dover affrontare in sede di risanamento societario.

In pratica il Cirsu si rifiuta di pagare l'Aia e passa la palla tribunale, affinché congeli i fondi del debito e decida sul da farsi dopo le dovute verifiche. Anche la Deco, però, è pronta a rivolgersi al giudice, al quale chiederà di decretare il fallimento automatico del Cirsu, a causa del mancato pagamento del debito. Il braccio di ferro tra il Cirsu e la Deco era cominciato nell'autunno del 2013, quando la società dei Di Zio aveva chiesto il pagamento di oltre due milioni di euro derivanti dall'assorbimento da parte del Cirsu del 49% di capitale detenuto nella Sogesa dall'Aia.

L’allora giudice delegato ai fallimenti Flavio Conciatori, nel dicembre 2013, aveva preso atto del piano industriale e di risanamento presentato dal Cirsu e dai sei Comuni soci, ed aveva respinto la richiesta della Deco. Questa invece auspicava una decisione in senso opposto che avrebbe decretato la fine del consorzio il quale, precedentemente, aveva rigettato la proposta della Deco di acquisizione degli impianti di Grasciano per 15 anni, dietro il pagamento di 5 milioni di euro. Nello scorso aprile, però, il giudice Giovanni Cirillo aveva concesso al consorzio 120 giorni di tempo (scaduti il 26 luglio) per risolvere la propria posizione debitoria nei confronti della Deco ed evitare il fallimento. Nel corso della riunione di ieri, alla quale ha preso parte anche il dirigente regionale del settore rifiuti Franco Gerardini, sono state trattate anche altre tematiche, quali gli interventi da effettuare sugli impianti del polo tecnologico. Le parti si ritroveranno nuovamente a settembre, al fine di verificare lo stato di sicurezza del polo, del revamping dell'impianto di trattamento, delle modalità di recupero dell'indifferenziato, e discutere dell'eventuale proroga dei 6 mesi concessi dalla Regione (in scadenza in autunno) per l'uso del macchinario mobile per la lavorazione dei rifiuti presente a Grasciano. Di questo ed altro. inoltre, i sindaci soci del Cirsu discuteranno oggi all’Aquila, durante un incontro fissato con il presidente della regione Luciano D'Alfonso.

Sandro Petrongolo

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