Il colonnello Naselli arrestato in città

L’ex comandante provinciale dei carabinieri accusato di aver rivelato indagini, il Ros lo ferma nella sua casa teramana
TERAMO. I colleghi del Ros lo hanno trovato ieri mattina a Teramo, nell’alloggio in cui continuava ad abitare anche dopo il trasferimento al gruppo sportivo dell’Arma di Roma. Il tenente colonnello Giorgio Naselli, 52 anni, tarantino, fino ad ottobre alla guida del comando provinciale dei carabinieri, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e associazione di stampo mafioso nell’ambito del maxi blitz contro la ’ndrangheta coordinato dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri che l’ha definito «la più grande operazione antimafia dopo il maxi processo di Palermo».
Il nome di Naselli (da ieri nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere) compare tra i 334 arrestati nella voluminosa ordinanza di custodia cautelare in cui, in più di mille pagine, l’autorità giudiziaria ricostruisce grazie a migliaia di intercettazioni ambientali e telefoniche una presunta rete di politici, avvocati, commercialisti e funzionari dello Stato accusati di essere collusi con ‘ndraghetisti come il boss Luigi Mancuso. Tra loro anche l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli a cui Naselli, secondo l’accusa, avrebbe rivelato notizie sulle indagini in corso su alcuni imprenditori. Un rapporto quello tra Pittelli e Naselli che, sempre secondo la Procura, sarebbe nato negli anni in cui il carabiniere è stato alla guida del reparto operativo di Catanzaro.
LE RIVELAZIONI. Pittelli, scrivono i magistrati, «è determinatore e istigatore della condotta» del carabiniere che, sempre secondo l’accusa, gli avrebbe fornito informazioni riservate. Una prima volta su alcune indagini condotte dai carabinieri di Pioltello su un giro di assegni a vuoto, tra cui quello di 400mila euro di un imprenditore cliente del legale. Una seconda volta, sempre secondo la ricostruzione della Procura, quando il 3 agosto di quest’anno lo avrebbe incontrato nel suo studio legale di Catanzaro. In quell’occasione, così si ricostruisce nell’ordinanza di custodia cautelare, gli avrebbe detto: «Attenzione a Roberto! Ha la Finanza addosso». Secondo gli inquirenti quando Pittelli aveva bisogno di informazioni su un’indagine o un procedimento giudiziario chiedeva a Naselli.
L’AZIENDA DI RIFIUTI. E c’è anche un altro aspetto che emerge dall’ordinanza relativa all’apertura nel Teramano di un’azienda collegata ad una società di Gioia Tauro con collegamenti alla ’ndrangheta e su cui sono in corso accertamenti da parte della prefettura. Pittelli cerca notizie e chiama Naselli per capire cosa stia succedendo. La risposta è:«Vediamo che cosa possiamo fare, io poi ci vado a parlare e vediamo che aria tura, fammi andare a vedere». Così facendo, sostengono i magistrati, il carabiniere «procura un indebito profitto patrimoniale derivante dalla possibilità di sottrarsi a nuove misure di prevenzione». Naselli è assistito dall’avvocato Gennaro Lettieri.
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