Il comitato di San Berardo «Sgombero immotivato»

L’associazione ha sede nell’edificio della scuola materna di via Tevere «Bastava che il Comune facesse piccoli interventi finanziati dopo il 2009»
TERAMO. La scuola materna di via Tevere – una delle quattro scuole chiuse dal Comune in seguito ai controlli antisismici dei tecnici della protezione civile – poteva restare aperta se fossero stati fatti dei piccoli interventi di messa in sicurezza nel settembre scorso. È quanto sostiene il comitato di quartiere di San Berardo – che ha sede nello stesso edificio e che a sua volta ha ricevuto l’ordinanza di sgombero – in una nota in cui sottolinea che il finanziamento di 230mila euro per le scuole, erogato dal Governo e dal Regione in seguito al sisma del 2009, non è stato mai utilizzato dal Comune di Teramo. A tale proposito il comitato ricorda anche che la Procura ha avviato un’inchiesta proprio sull’utilizzo di quei fondi.
«A tal proposito», si legge in una nota del comitato, presieduto da Franco De Angelis , «significativa è la vicenda della struttura dove ha sede la scuola dell'infanzia e il Comitato di quartiere San Berardo, in via Tevere a Teramo», entrambi “sfrattati” dall’ordinanza di sgombero del sindaco Brucchi, «ma va sottolineato il fatto che l'edificio in questione faceva parte del suddetto progetto di adeguamento sismico che aveva ricevuto un finanziamento di 230mila euro circa, somma ad oggi mai utilizzata. Un anno e mezzo fa circa il comune di Teramo aveva incaricato un tecnico esterno per la verifica statica e la simulazione sismica, se è vero che questa verifica aveva riscontrato delle difformità perché l'ordinanza di sgombero non è stata fatta prima? Perché abbiamo dovuto aspettare le due scosse di agosto e ottobre per lo sgombero?».
L'ordinanza, sottolinea la nota, ha fatto seguito, come da prassi, ad una visita cosiddetta “fast” «effettuata da un tecnico della protezione civile in appena 20 secondi e visitando esclusivamente la scuola materna: nonostante ciò l’ordinanza ha colpito anche la sede del comitato pur non presentando nessuna lesione evidente. A tale scopo bisogna osservare che da questa superficiale visita detta "fast" si verificano se ci sono i requisiti che determinano chi è dentro e chi è fuori al cosiddetto cratere. Francamente mi sembra poco attendibile».
Ci sono state poi ulteriori visite tecniche, l’ultima della commissione della “Errani”, sempre della protezione civile: «Il responsabile del gruppo», fa sapere De Angelis, «ci ha verbalmente assicurato che i locali della scuola dell'infanzia, a causa dei quali per l'inagibilità rilevata anche il comitato ha subito lo sfratto, potevano, visto il rapporto costi benefici, essere resi agibili con una spesa minima già da settembre 2017. A tale scopo l'intero edificio scolastico sarebbe stato incluso in quella linea di finanziamento prioritaria e quindi aperto alle iscrizioni di gennaio 2017, data utile per la frequentazione per l'anno scolastico 2017/2018».(e.a.)
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