Il comitato in difesa dell’ospedale si appella a Conte

2 Gennaio 2019

GIULIANOVA. La visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Piccola Opera Charitas ha riacceso i riflettori sulle sorti dell’ospedale. Infatti, il comitato intercomunale per la...

GIULIANOVA. La visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Piccola Opera Charitas ha riacceso i riflettori sulle sorti dell’ospedale. Infatti, il comitato intercomunale per la salvaguardia dell’ospedale costiero ha consegnato nelle mani di Conte una lettera inoltrata successivamente anche in via istituzionale. Dopo la raccolta di 13 mila firma a sostegno della struttura sanitaria giuliese definita “blocco sociale” il comitato ha rappresentato a Conte il «graduale processo di depotenziamento dell’ospedale giuliese» a cui il comitato stesso si è opposto attraverso la sensibilizzazione di una grossa forza popolare. «In Regione», dicono i promotori, «il problema non è mai stato affrontato facendo rimbalzare ogni cosa sulla Asl o il governo centrale. Grazie alla nostra sostanziosa raccolta di firme abbiamo fermato un processo già scritto». Secondo il comitato nel 2017 è stato respinto il tentativo di accorpamento dei reparti con il successivo obiettivo di portare l’ospedale alla chiusura. Per il comitato stesso l’ospedale di Giulianova rappresenta una struttura di riferimento di un’area vasta che per molti mesi l’anno vede triplicare il suo bacino d’utenza. I sottoscrittori della lettera fanno presente a Conte che Giulianova, non solo non merita di essere impoverita sotto il profilo sanitario, ma merita invece di essere promossa sede di un ospedale di primo livello che richiederebbe un bacino di popolazione di 150 mila abitanti che sarebbe ampiamente coperto. Il comitato chiede a Conte di interessarsi in merito alla sorte dell’ospedale che rappresenta «una struttura strategica e fondamentale per la salute di un intero territorio. Siamo liberi cittadini e vogliamo sensibilizzare le istituzioni sul tema».
Alfonso Aloisi
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