Il comitato per l’ospedale coinvolge i centri vicini

19 Luglio 2017

GIULIANOVA. Mentre le notizie sul futuro dell’ospedale si rincorrono e dalla Regione arrivano segnali poco confortanti, il comitato intercomunale per la difesa del presidio della costa continua a...

GIULIANOVA. Mentre le notizie sul futuro dell’ospedale si rincorrono e dalla Regione arrivano segnali poco confortanti, il comitato intercomunale per la difesa del presidio della costa continua a tessere la rete di alleanze, e nei banchetti allestiti in diverse località, continua la raccolta delle firme. «Da giorni ormai siamo presenti costantemente sul territorio per la salvaguardia dell'ospedale costiero», dice il portavoce Pablo Ghaderi, «abbiamo raccolto migliaia di adesioni e ascoltato tantissime testimonianze. Il nostro ruolo in questo momento é quello di convogliare le energie del territorio in una sola organizzazione che va da Giulianova a Tortoreto, da Mosciano a Notaresco fino ad arrivare a Teramo, una struttura radicata e imponente che si rifiuta di temporeggiare ai tavoli istituzionali».
Per il comitato sono i cittadini e non le istituzioni a poter cambiare le cose: «Il piano sanitario nazionale delega le decisioni al presidente della Regione, per cui 20 sindaci hanno una forza pari a zero in un tavolo tecnico», dice Ghaderi, «la vera forza viene dal basso, dalle 150mila persone che vivono sul territorio messo sotto attacco». Riferendosi a quanto affermato in un’intervista sul web dall’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, Ghaderi dice: «Ci tengo a lasciare una comunicazione di servizio a chi, più che amministrare la sanità per il bene pubblico, in maniera piuttosto goffa e ridicola dichiara l'inutilità di un ospedale costiero affermando che a quattro o cinque chilometri a destra e quattro o cinque chilometri a sinistra ce ne sono altri. Questo modo di ragionare è da criminali perché non tiene conto della vulnerabilità sismica del territorio e si prende beffa della volontà e della salute dei cittadini». (m.l.)