Il comitato pro Braga punge la politica

2 Agosto 2015

«Gli enti finanziatori rispettano il proprio ruolo per le nomine ma di fatto non finanziano l’istituto»

TERAMO. «Gli enti cosiddetti “finanziatori” ci tengono al loro ruolo per fare le nomine come prevede lo statuto, ma di fatto non finanziano. Dovrebbero ricordarsi il loro ruolo anche per la sopravvivenza del Braga e non solo per designare i presidenti». E’ la polemica sottolineatura fatta dai componenti del comitato di genitori e sostenitori del Braga nel corso di una conferenza stampa dopo l’ufficializzazione della terna dei candidati alla presidenza che vede in corsa l’avvocato Sergio Quirino Valente tra i favoriti insieme alla direttrice dei musei civici Paola Di Felice e alla docente giuliese di musica Susy Rizzo.

Una conferenza convocata per fare sia un bilancio delle attività svolte a un mese dalla costituzione ma soprattutto per chiedere impegni precisi al presidente, per rilanciare l’urgenza di una sede. «Al di là del nome, ci preme che il nuovo presidente si dia da fare per giungere presto alla statizzazione, tradotto significa approvare il prima possibile la bozza di convenzione tra l’istituto e gli enti finanziatori che metta nero su bianco chi mette i soldi, l’inquadramento del corpo docente, la sede. Insomma tutto quello che serve per mantenere in vita l’istituzione musicale». E’ quanto dichiara il portavoce del comitato Francesco Capanna che per accelerare i tempi ha annunciato un’assemblea pubblica. Parallelamente a questo il comitato sosterrà il progetto di formazione europeo in cui sono impegnati attualmente gli studenti per rilanciare i concerti e le attività sul territorio. Resta una priorità la sede. «Apprezziamo la proposta che ci ha prospettato il presidente Renzo Di Sabatino del Comi, anche se vorremmo avere un ventaglio più ampio nella scelta. Speriamo solo la soluzione arrivi presto visto che all’università avremo ospitalità fino a novembre altrimenti non escludiamo azioni forti». Capanna non esplicita quale tipo di azioni ma indiscrezioni parlano di un ritorno nella vecchia sede dal momento che sembra che il sindaco non abbia mai firmato ufficialmente un’ordinanza di chiusura dell’edificio. Il comitato si è infine soffermato sui progetti dell’università e sui riflettori accesi sul politecnico delle arti prospettato dal rettore D’Amico dentro cui dovrebbe incardinarsi la collaborazione con il Braga. «Non ci convince», ha detto il portavoce, «perché abbiamo conoscenza di analoghe esperienze che languono, e nutriamo dubbi sul doppio diploma annunciato dal rettore: non ci sembra disciplinato da una legge che lo prevede. Infine belli gli intenti del Dams al manicomio, così come l’entusiasmo del sindaco Brucchi che cavalca questi progetti. Ma ci piacerebbe che questo entusiasmo fosse indirizzato nell'immediato per ciò che è vitale ovvero la statizzazione e lo sblocco del finanziamento regionale: subito occorre un milione di euro».

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA