Il comitato: «Vittoria nostra»

I fautori del Mazzini: senza la mobilitazione della gente non finiva così
TERAMO. Non mancano, com’era prevedibile, le reazioni alla doppia esternazione sul nuovo ospedale (prima il sollecito di Regione e Asl a indicare il sito, poi l’annuncio del Comune a ribadire la scelta di Villa Mosca). La presa di posizione più soddisfatta è quella del comitato Pro Mazzini, il patto tra comitati di quartiere e associazioni che ha combattuto contro la delocalizzazione a Piano d’Accio raccogliendo circa 10mila firme. Il portavoce Domenico Bucciarelli non nasconde la propria soddisfazione: «Accogliamo con favore entrambe le dichiarazioni, ciascuna per le rispettive competenze delinea un risultato che è un premio alla partecipazione, il frutto di un lavoro fatto con la gente e tra la gente. Senza questo movimento credo che gli esiti sarebbero stati diversi. Certo, se questa decisione fosse arrivata prima sarebbe stato meglio, ma va comunque bene così».
È ironica l’esternazione di Futuro In, il gruppo civico di opposizione che ha come leader Paolo Gatti e che dopo il comunicato del sindaco scrive su Facebook: «Siamo su scherzi a parte? Noi di Futuro In da quattro anni sosteniamo Villa Mosca e nel 2020 presentammo anche un pre-studio di fattibilità. E ora chi è stato inerte per anni facendo silenziosamente il tifo per altre localizzazioni, ci racconta questa favola? Finiamola, votiamo tutti insieme in consiglio per Villa Mosca come sede del nuovo ospedale, basta con le chiacchiere e con le giravolte». Il consigliere di Futuro In Franco Fracassa aggiunge, riferendosi a D’Alberto: «Benvenuto tra noi! Fa il sindaco da oltre cinque anni, perché ha tergiversato tutto questo tempo per portare in consiglio una scelta urbanistica che spetta solo al Comune?».
Al di là di frecciate e polemiche, in consiglio anche il centrodestra dovrebbe essere compatto nel votare il sito di Villa Mosca. L’unico consigliere comunale della Lega (il partito dell’assessore regionale Verì e che ha messo Di Giosia due volte a capo della Asl) è Berardo Rabbuffo, tutt’altro che un tifoso di Piano d’Accio com’era Verì fino a ieri e come Di Giosia continua a essere ancor oggi. Rabbuffo dichiara: «L’ospedale deve restare in centro, a Villa Mosca si sono strutturate economie intorno al Mazzini che rappresenta un polo di riferimento per migliaia di persone ogni giorno». Per il consigliere del Carroccio ed ex vice sindaco dell’amministrazione di centrodestra si tratta anche di una scelta legata al ruolo del capoluogo. «Teramo deve essere centrale sia per le frazioni che per gli altri comuni della provincia, altrimenti ne perderà l’intero territorio». Anche Rabbuffo sottolinea comunque che l’amministrazione «fino a oggi ha lasciato aperte più opzioni, senza prendere una posizione chiara». (red.te)

