Il commercialista non risponde e si dimette da tutti gli incarichi 

Il professionista accusato di interesse privato nelle procedure in silenzio nell’interrogatorio dal gip La difesa chiede la revoca degli arresti domiciliari, il pubblico ministero si oppone e il giudice si riserva

TERAMO. Davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha presentato le dimissioni da tutti gli incarichi giudiziali avuti negli ultimi tempi: è durato poco meno di un’ora l’interrogatorio di garanzia di Massimo Dell’Orletta, il 69enne commercialista di Roseto, finito agli arresti domiciliari nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura su alcune procedure fallimentari. Al termine dell’interrogatorio che si è svolto davanti al gip Marco Procaccini il difensore dell’uomo, l’avvocato Fabrizio Acronzio, ha presentato istanza di revoca della misura partendo dal presupposto che la dimissione dagli incarichi fa venir meno i pericoli di inquinamento del reato e di reiterazione. Richiesta a cui il pm Stefano Giovagnoni si è opposto. Il giudice si è riservato e il deposito del provvedimento è atteso nei prossimi giorni.
Nell’inchiesta sono indagate altre quattro persone tra cui un familiare del professionista che in questo momento si trova all’estero. Secondo l’accusa, naturalmente ancora tutta da dimostrare, il professionista proprio nella sua veste di curatore fallimentare o commissario giudiziale avrebbe svolto delle irregolarità nei cosiddetti piani di riparto nelle procedure seguite facendo acquisire a prezzi ridotti i cosiddetti crediti deteriorati delle banche a società a lui riconducibili o attraverso la presenza di un familiare o di amministratori di facciata. Società, alcune delle quali, avrebbero sede nei cosiddetti paradisi fiscali. Si stima un giro di soldi di circa un milione. Le indagini, che la Procura ha delegato alla guardia di finanza, sono partite in seguito a una segnalazione e sono andate avanti per sei mesi. I crediti deteriorati o prestiti non performanti (in inglese non performing loans, Npl) sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati o crediti inesigibili e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono le sofferenze. Queste posizioni in perdita devono essere integralmente coperte dalle aziende di credito. (d.p.)
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