Il commercialista è troppo caro, il giudice di Teramo dimezza la parcella

27 Aprile 2016

Il titolare della Dear di Tortoreto fa causa al commercialista che ha presentato una parcella da 57mila euro: ora il professionista dovrà ridargli 27. 367 euro

TERAMO. Una parcella a dir poco esosa, quella presentata da un commercialista di Tortoreto alla procedura del concordato preventivo della Dear. L’ha deciso il giudice del tribunale civile di Teramo Pasquale Giovannucci che con una sentenza ha intimato al commercialista di restituire metà della somma alla società che si occupava della vendita di motociclette a Tortoreto.

Tutto inizia nell’aprile del 2005: il commerciante, visto che la sua attività era in crisi, dà l’incarico al commercialista di fare uno studio della situazione patrimoniale con un piano di risanamento, comprendente anche l’ipotesi di fare ricorso a una procedura concorsuale. Pochi giorni dopo – per la precisione 6 – il professionista presenta domanda di ammissione al concordato preventivo, omologata dal tribunale a novembre 2006. Per questa attività il commercialista di Tortoreto liquida una parcella di 53.434 euro, che, con gli interessi legali, arrivano a 57.866. Ma la Ctu contabile disposta dal tribunale ha stabilito che il conteggio effettuato dal commercialista non ha tenuto conto delle direttive contenute nella tariffa professionale. Ha applicato le tariffe massime e ha anche richiesto il pagamento dell’unico onorario più volte, dimenticando che si trattava di “un unico incarico di prestazione d’opera professionale” come scritto nel contratto iniziale con il cliente.

Il giudice ha stabilito che al commercialista spetta un compenso di 27.367 euro, la metà di quanto ottenuto. Di conseguenza deve restituire 27.367 euro che fra interessi e rivalutazione arrivano ora a circa 42mila euro. L’imprenditore ora si dice pronto a tutte le azioni consentite dal codice civile pur di avere la restituzione della somma. E ha anche scritto all’Ordine dei commercialisti, chiedendo di fare di nuovo – una prima richiesta è stata archiviata – una valutazione dell’accaduto «alla luce di un’evidente violazione di leggi e del codice deontologico professionale».

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