Il commercio online conquista pian piano i negozi teramani

Soddisfatti alcuni operatori in città: «Sul web le cose vanno bene, ma adesso la fetta di mercato si è ristretta»
TERAMO. Tra chi ha puntato sul commercio online anni fa, diventandone quasi un pioniere, e chi inizia ad utilizzarlo oggi come strumento per ampliare il proprio bacino di clienti, a Teramo l'utilizzo di internet per la vendita di prodotti di consumo viaggia tra sostenitori entusiasti e chi, ancora oggi, è dubbioso sulle potenzialità di questo strumento. Anche se, ascoltando i commercianti, va detto che molto dipende dal tipo di prodotto che si vende. E così se pelletterie e calzaturiero fanno registrare dei buoni riscontri, per il settore dell'abbigliamento internet sembra funzionare per lo più come semplice vetrina, complice probabilmente la difficoltà di comprare online un capo di vestiario senza prima averne provato la vestibilità.
«Per quella che è la mia esperienza le vendite online funzionano soprattutto durante i saldi», racconta Roberta Sfoglia, «e il social che va di più è Instagram. Per quanto riguarda la tipologia di clientela a comprare online sono prevalentemente le fasce d'età che vanno dai 18 ai 25 ani e dai 40 ai 60 anni e le donne comprano online più degli uomini». Se la maggior parte delle vendite online si effettua durante i saldi i social funzionano comunque durante tutto l'anno, consentendo di fidelizzare sempre più i clienti e di raggiungere persone anche fuori città e fuori regione. «Anche clienti di altre regioni, in questo modo», conclude Sfoglia, «riescono a comprare più cose durante l'anno».
Pioniera delle vendite online è Monica Carota, che ha iniziato questa avventura diversi anni fa. «Noi lavoriamo tantissimo online e va benissimo, meglio del commercio al minuto», dichiara Monica, «spedisco a Milano, Roma, Bologna, Catania, Venezia, nonostante siano città dove la scelta non manca. Oggi però la gente ha molto meno tempo di andare in giro e l'online la fa da padrone". La sua pagina Fb è seguita da oltre 135mila persone, la pagina Instagram registra oltre 4mila followers. «Quando ho iniziato io erano pochissimi a vendere online», continua, «adesso la fetta di mercato si è ristretta perché si è capito che questo è il futuro. Certo avere un punto vendita fisico è importante, fa la differenza».
Gli operatori evidenziano come i social, in ogni caso, vadano saputi usare e come Fb e Instagram rispondano a logiche e target diversi. E commerciando online si scoprono anche delle curiosità. «I clienti del Nord Italia quando devono pagare sono i primi a farti il bonifico», racconta Carota, «quelli del sud utilizzano prevalentemente il contrassegno perché hanno paura che non gli arrivi il pacco, sono più diffidenti».
Meno utilizzato è il commercio online per l'abbigliamento. «Abbiamo una pagina Fb che fa da vetrina, ma non utilizziamo internet per vendere», dice Franca Labrecciosa, «so di alcuni colleghi che stanno iniziando adesso ma vedo anche che le persone i vestiti li vogliono vedere, provare».
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