Il Comune abbandona il consorzio Mote

25 Marzo 2015

Sarà ceduto il 51% delle quote in possesso dell’amministrazione, come impone la legge

TERAMO. Il Comune dirà addio al Mote, il consorzio per la gestione dei rifiuti che raggruppa vari centri dell’entroterra provinciale, presieduto da Ermanno Ruscitti. La cessione del 51% delle quote attualmente in possesso dell’amministrazione cittadina è prefigurata nel piano di riassetto delle partecipazioni dell'ente in società esterne presentato ieri pomeriggio dal sindaco Maurizio Brucchi alla commissione affari generali. L'uscita dal Mote è una scelta obbligata.

«La legge non consente più la partecipazione del Comune a due società che forniscono gli stessi servizi», spiega il primo cittadino, «e noi siamo già impegnati nella Team». Il pacchetto azionario dell’amministrazione teramana, dunque, tornerà nella disponibilità dell’assemblea dei soci del consorzio che deciderà come gestirlo. L’operazione comporterà anche un ripensamento sulla partecipazione del Comune alla realizzazione del progetto cosiddetto “Vedelago”. L'intervento per dotare il territorio di un impianto destinato al riciclo dei rifiuti indifferenziati, a lungo caldeggiato da Brucchi, resta affidato al Mote e sarà necessario ricalibrare il coinvolgimento dell’amministrazione cittadina. La scelta di uscire dal consorzio è strettamente connessa alla strategia disegnata dal sindaco per la Team.

Nel piano, la cui stesura è stata richiesta dall’ultima finanziaria del governo che ne impone l’invio alla Corte dei conti entro fine mese, Brucchi traccia il percorso definito nelle settimane scorse per la società pubblico-privata.

L’amministrazione conserverà la maggioranza relativa, che corrisponde al 49% delle azioni, e avvierà la gara d’appalto a doppio oggetto per l’individuazione del nuovo socio privato e il riaffidamento dei servizi. Questi ultimi saranno decurtati di pulizia immobili e attività museali, non più attribuibili per legge alla Team, per cui in capo alla spa resteranno igiene urbana, cura del verde, segnaletica stradale e verifiche sugli impianti termici.

Il sindaco indica nella relazione anche l’avvio della riduzione dei costi di gestione e la definizione del piano industriale come altri obiettivi che la società renderà concreti entro un anno. Questi stessi punti sono fissati per la Ruzzo Reti, con la differenza però che in questo caso il possesso dell'11% del capitale azionario non garantisce all’amministrazione il controllo della società. Le opzioni, dunque, andranno sottoposte all’assemblea dei sindaci, ma Brucchi propone comunque un contenimento delle spese con l’uscita da altre due società partecipate dall’azienda acquedottistica: Efesto e Idros. L'amministrazione conferma la sua presenza nel consorzio “Punto Europa” che si occupa di progetti comunitari, di cui detiene il 51% delle quote e si appresta a rivedere l'assetto della farmacia comunale.

«I revisori caleranno da tre ad uno», annuncia il primo cittadino, «e i componenti del consiglio di amministrazione percepiranno solo un gettone di presenza». Il piano, dopo l’esame da parte della commissione consiliare, approderà martedì prossimo in consiglio comunale.

Gennaro Della Monica

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