Il Comune concederà sconti a chi ha contenziosi tributari
La misura sarà messa ai voti nel prossimo consiglio e prende spunto dall’ultimo decreto fiscale I tagli sulle somme dovute dipenderanno dallo stato in cui si trova ciascuna controversia
TERAMO. Sconti graduali per chi ha contenziosi aperti con il Comune per tasse non pagate. È la strategia adottata dall’amministrazione cittadina per alleggerire il carico delle controversie di natura tributaria e assicurarsi introiti in tempi più celeri. La misura è stata presentata ieri in commissione bilancio, in vista del consiglio comunale di martedì quando sarà messa ai voti, e prevede (vedi infografico a fianco) un’ampia casistica con diverse percentuali di riduzione dell’importo dovuto all’ente.
La discriminante tra i diversi casi indicati nella delibera è rappresentata dalla situazione in cui si trova ciascuna controversia. «Se, ad esempio, il contribuente non si è costituito in giudizio contro la richiesta di pagamento», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha tenuto finanze e bilancio tra le sue deleghe, «il taglio sarà minimo, nell’ordine del dieci per cento». Nel caso in cui si fosse già pronunciata la commissione tributaria provinciale, con una sentenza dunque di primo grado, lo sconto varierà a seconda dell’esito del giudizio. Dopo un pronunciamento favorevole al Comune, la riduzione resterebbe modesta. Qualora invece la sentenza riconoscesse le ragioni del contribuente, il taglio arriverebbe al 60%.
In questo caso, così come negli altri eventualmente a suo favore di fronte alla commissione tributaria regionale o in pendenza di giudizio in corte di Cassazione, il cittadino o l’azienda avrebbero l’interesse a chiudere il contenzioso pagando una quota molto ridotta rispetto all’importo dovuto. Eviterebbero così il rischio di un ribaltamento del giudizio definitivo e il conseguente obbligo di sborsare per intero la cifra contestata, oltre a interessi e sanzioni. Sull’altro fronte, invece, il Comune ridurrebbe la mole del contenzioso tributario, che rappresenta comunque un costo, imprimerebbe un’accelerazione all’incasso dei tributi rimasti in sospeso, scongiurando il rischio di lunghe attese per l’esito dei diversi gradi di giudizio, e di conseguenza incasserebbe risorse utili per le casse dell’ente. Per questo, dunque, l’amministrazione consentirà ai contribuenti morosi di accedere a una delle possibilità indicate nel provvedimento che sta per entrare in vigore. «Si tratta di un’opportunità offerta dal decreto fiscale», osserva D’Alberto, «che ci consentirà, attraverso le diverse formule indicate nell’atto, di chiudere in anticipo i contenziosi tributari aperti».
Non è stato calcolato nello specifico l’impatto sul bilancio del Comune di Teramo delle controversie di natura fiscale, che abbracciano voci molto varie. Si va dall’occupazione di suolo pubblico alla tassa sui rifiuti e alla parte ancora in vigore dell’Imu, ma va sottolineato che in ballo non ci sono solo piccole cifre dovute per utenze familiari. Un recente caso, che può considerarsi emblematico della mole del contenzioso tributario del Comune di Teramo, è rappresentato dalla Tari non pagata dalla società “Mobilità & Parcheggi”, che fino a pochi giorni fa ha gestito in subappalto gli impianti riservati alla sosta sotto ponte San Gabriele e in piazzale San Francesco. La società deve al Comune 433mila euro, più 205mila da versare alla Teramo Ambiente, che oltre a gestire la raccolta differenziata dei rifiuti, fino al 2009 si è occupata anche della riscossione del relativo tributo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

