Il Comune difende l’Ufficio ricostruzione
Appello della commissione sisma a Legnini: necessario evitare che il personale sia dirottato all’Aquila
TERAMO. Elaborare un testo unico della ricostruzione, per avere la piena conoscenza e comprensione di tutte le ordinanze, e assicurare la permanenza a Teramo di una sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione anche in ragione dei numeri del post sisma.
È quanto ha chiesto la commissione sisma del Comune di Teramo al commissario Giovanni Legnini, temendo che la paventata insufficienza degli spazi dell’Usr possa essere utilizzata quale pretesto per dirottare personale all’Aquila. Per supportare con dati empirici le proprie posizioni, la commissione, presieduta da Graziano Ciapanna, ha chiesto una ricognizione puntuale e documentale dell’articolazione dell’ufficio speciale per la ricostruzione. La seduta, alla quale ha partecipato il sindaco Gianguido D’Alberto, era stata convocata proprio per fare il punto della situazione sul post sisma in città, con Ciapanna che a inizio lavori ha illustrato i dati relativi alla ricostruzione privata: 20 pratiche in forza all’Usr e presentate con l’ordinanza 100, 8 pratiche in forza allo sportello unico Attività produttive, 2 in istruttoria presso la soprintendenza delle Belle arti in quanto relative a immobili dichiarati di notevole interesse culturale con vincolo puntuale, 10 pratiche da istruire presso gli uffici comunali, 40 richieste di integrazioni chieste ai tecnici incaricati, un totale di 215 pratiche in capo al Comune di cui 155 concluse con esito istruttorio favorevole.
Ciapanna ha poi ricordato anche i numeri dell’autonoma sistemazione, per la quale ad oggi sono stati erogati circa 30 milioni di euro (attualmente i nuclei assistiti sono 800). Tra gli interventi quello del primo cittadino, che ha sottolineato come attualmente l’attività dell’Usr non sia più istruttoria ma di controllo e vigilanza, nei limiti di ciò che l’ordinanza 100 prescrive. Un aspetto, quest’ultimo, che nelle altre regioni ha già dato ottimi risultati e che dovrebbe dunque accelerare i tempi della ricostruzione anche a Teramo. «Ciò significa», ha ribadito D’Alberto, «che non si può tornare indietro e soprattutto che i tecnici hanno chiesto di essere attori principali e per questo hanno bisogno di massima assistenza, ma devono attivare gli strumenti che grazie al lavoro del commissario Legnini, con la spinta dei sindaci, sono stati inseriti nel sistema ricostruzione». (a.m.)

