«Il Comune ha speso solo il 2% delle risorse»

Il centrodestra di Teramo attacca l’amministrazione D’Alberto: impiegati 300mila euro su 220 milioni
TERAMO. «A sei anni di distanza dal sisma, e a quattro anni e mezzo dal suo insediamento, è incredibile quello che il sindaco D’Alberto ha comunicato ieri sul vostro giornale». Comincia così una nota del tavolo teramano di centrodestra, ovvero dei gruppi che sostengono la candidatura a sindaco (a dire il vero ogni giorno che passa meno probabile) di Paolo Gatti.
Secondo la nota, firmata dal portavoce Alberto Covelli, D’Alberto nel suo intervento sul Centro in occasione dei sei anni dalla scossa del 30 ottobre ha fatto «tanto fumo, confusione tra ricostruzione pubblica e privata, e tra enti attuatori degli interventi, solo per far sembrare che grazie a lui sarebbero arrivati in città 293 milioni. Le risorse per la ricostruzione sono affluite a tutti i Comuni, già a far data dal 2018. Con una differenza significativa: altri Comuni hanno già speso tanta parte delle risorse assegnate, mentre Teramo, su circa 220 milioni per la ricostruzione pubblica, è riuscita a spendere la miseria di 300mila euro circa (la scuola di Villa Ripa). Diversi Comuni, ad esempio, hanno restituito alle proprie comunità gli edifici municipali, basti pensare a Sant’Egidio e Torricella, mentre il palazzo comunale di piazza Orsini giace nelle medesime condizioni da sei anni. Dovrebbe spiegare alla comunità, il sindaco D'Alberto, cosa gli ha impedito, nel 2018, nel 2019, nel 2020, nel 2021 di affidare nei modi di legge la progettazione dei lavori presso la sede comunale di piazza Orsini, la progettazione dei lavori alla San Giuseppe, alla Savini e via discorrendo. Purtroppo, a causa della clamorosa lentezza del Comune di Teramo, siamo ancora ben lontani dalle gare d’appalto per l’affidamento dei lavori, con grave danno per l’economia del centro e dell’intera città. Non solo non c’è stata alcuna pianificazione, dunque, ma il peccato mortale di tenere in congelatore per quasi cinque anni risorse cadute dal cielo, che in molti casi potrebbero ora rivelarsi insufficienti per ricostruire gli edifici a causa del notevole aumento dei prezzi delle materie prime che si è avuto negli ultimi anni».
La tesi del fronte che si contrappone all’amministrazione in carica è dunque chiara: «Il tema della ricostruzione pubblica, per le quali esistevano già enormi finanziamenti, è il principale fallimento della giunta D’Alberto. Il fatto che in 1.700 giorni non si sia stati in grado di concludere delle progettazioni esecutive e che la percentuale di spesa delle risorse non raggiunge il 2% dei fondi assegnati, è una verità oggettiva, che merita soltanto la nostra desolazione e che richiederebbe le scuse del sindaco all’intera città».(d.v.)

