Il Comune non paga le luminarie Negozi e cittadini fanno da soli

27 Novembre 2016

Per il terzo anno consecutivo l’amministrazione rinuncia alle luci di Natale: mancano i fondi Residenti del centro storico si autotassano per l’albero, al Lido parte la gara per l’abete più bello

GIULIANOVA. Sarà il terzo Natale senza luminarie del Comune. Cittadini, commercianti e comitati di quartiere, però, si stanno mobilitando, autotassandosi, per abbellire le vie e creare un’atmosfera delle feste. Per il momento, sono state presentate alcune domande da parte di residenti in centro storico che vorrebbero allestire un albero di Natale in piazza Belvedere. Anche al lido, il comitato di quartiere sta pensando di coinvolgere i cittadini nella realizzazione di un abete natalizio e in una vera e propria gara per il più bello.

Stessa cosa all’Annunziata, dove il nuovo direttivo del comitato si è già attivato per contattare gli abitanti del quartiere e i commercianti per illuminare la zona con luminarie e addobbi. «Sono contento», dichiarato Gianluca Grimi, assessore al turismo, «del fatto che molti si stanno mettendo in moto e si stanno dando da fare per illuminare la città, come avviene ormai in tante altre città limitrofe». I commercianti del lido e del centro storico, per il momento, non si sono ancora messi d’accordo, ma con uno sforzo economico le principali vie cittadine saranno illuminate per le feste anche quest’anno.I fondi che serviranno per apporre le luminarie, di solito nel periodo tra l’8 dicembre e l’Epifania, proverranno dalle tasche dei cittadini.

Il Comune, come negli anni passati, farà da supporto tecnico-logistico e metterà a disposizione l’energia elettrica. «L’amministrazione», conferma Grimi, «aiuterà i cittadini e i commercianti mettendo a disposizione la luce e facilitando le pratiche burocratiche». Quando, tre anni fa, l’amministrazione fece sapere che, per il Natale, non sarebbero state apposte le luminarie per mancanza di fondi, le reazioni non furono contenute.

Addirittura, in molti, tra commercianti del lido e del paese, pensarono di esporre fuori dai negozi lumini che in genere si mettono sulle tombe: un chiaro riferimento alla «morte del commercio giuliese». Poi, però, viste le oggettive difficoltà economiche dell’amministrazione comunale, gli esercenti del lido si autotassarono e fecero apporre le luminarie nelle vie principali. L’anno successivo, anche i commercianti del paese e del centro storico fecero la stessa cosa. Quest’anno, anche se gli esercenti non si sono ancora messi d’accordo, si seguirà molto probabilmente l’esempio degli anni passati. «Ormai», conclude Grimi, «in quasi tutte le città è così. Le amministrazioni sono in difficoltà e quindi le luminarie vengono pagate dai cittadini. Non possiamo che ringraziarli».

Margherita Totaro

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