Il Comune ordina all’Arlecchino di demolire le opere abusive

8 Ottobre 2019

Si tratta di oltre 400 metri quadrati tra coperto e scoperto. Adottato un provvedimento analogo nei confronti del chiosco realizzato nel 2016 in parco Franchi e giudicato illegittimo dai giudici

GIULIANOVA. Cade una nuova tegola sullo stabilimento balneare Arlecchino, ubicato tra l’ingresso del molo nord e il lungomare Zara. Il dirigente della seconda area del Comune Flaviano Core ha sottoscritto un’ordinanza con cui viene intimato al titolare dell’attività il ripristino dello stato dei luoghi per interventi strutturali realizzati senza titolo edilizio valido e senza l’autorizzazione paesaggistica necessaria, trattandosi di opere eseguite su area demaniale. Il responsabile comunale, dopo un riepilogo analitico delle varie vicende iniziate nel 2009 e terminate con l’ultima relazione tecnica municipale del dicembre 2018, ha contestato al titolare alcune opere eseguite in assenza di idonei nulla osta. Ben dieci sono i punti contestati e per i quali viene chiesta la rimozione, con possibilità di ricorrere entro 60 giorni al Tar o in alternativa entro 120 giorni in via straordinaria al presidente della Repubblica. Nel frattempo il provvedimento è stato trasmesso alla Procura, all’Ufficio circondariale marittimo e all’Agenzia del Demanio, oltre che ad alcuni uffici comunali. In totale nell’ordinanza si parla, tra coperto e scoperto, di abusi per oltre 400 metri quadrati, oltre all’utilizzo difforme di qualche locale interno rispetto alla concessione originaria.
Ieri un provvedimento analogo è stato adottato sempre dal dirigente della seconda area Flaviano Core. Questo caso però ha motivazioni diverse, che fanno capo a una sentenza del tribunale amministrativo dell’Abruzzo. I fatti risalgono al marzo del 2016 quando l’amministrazione comunale, nell’ambito del vigente piano chioschi, autorizzò la realizzazione di una struttura all’interno del parco degli Eucalipti (o parco Franchi). Con l’ordinanza il Comune ricorda al titolare del chiosco che in data 25 gennaio 2017 il Tar dell’Aquila ha annullato il titolo edilizio precedentemente rilasciato. Il titolare del manufatto, nell’aprile 2018, ha comunicato al Comune che nel frattempo aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento della sentenza del Tar per errata motivazione, chiedendo la sospensione del provvedimento di ripristino, e che era in attesa della pronuncia da parte del tribunale di secondo grado. Il Comune di Giulianova però non ha mai ricevuto la sospensione della sentenza di primo grado e ritiene, in base a quanto previsto dalla legge, che si debba provvedere al ripristino dei luoghi «in quanto è venuto meno il titolo all’edificazione del manufatto in questione», tra l’altro ultimato ma mai inaugurato. Da qui la diffida a ripristinare lo stato dei luoghi entro 60 giorni mediante la rimozione del chiosco ubicato all’interno del centralissimo parco del Lido.
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