Il Comune perde tre volte al Tar contro i comitati di quartiere

5 Dicembre 2020

TERAMO. Il Tar dell'Aquila dà torto al Comune di Teramo nel contenzioso con "Teramo Città Solidale e Cittadinanza Attiva". Il tribunale amministrativo ha infatti emesso tre sentenze riguardanti...

TERAMO. Il Tar dell'Aquila dà torto al Comune di Teramo nel contenzioso con "Teramo Città Solidale e Cittadinanza Attiva". Il tribunale amministrativo ha infatti emesso tre sentenze riguardanti altrettante richieste di ostensione di atti da parte dell’associazione, che tra il 2017 e il 2018 aveva chiesto all'amministrazione comunale di poter prendere visione di atti concernenti la riqualificazione del quartiere Cona, la farmacia comunale di Colleatterrato e l'opera di recupero del teatro romano.
Ha spiegato l'avvocato Luigi Licursi, che ha patrocinato i ricorsi su incarico dell'associazione: «La prima richiesta è datata 27 luglio 2017. L'associazione Teramo Solidale ha chiesto, su richiesta del Coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo, l'esibizione, l'ostensione e la copia della documentazione relativa ai procedimenti di riqualificazione del quartiere Cona. Procedimenti di cui si parlava già nel 2004, ma ben tredici anni dopo ancora non ve n'era traccia. La seconda richiesta è invece datata 24 settembre 2017. L'associazione, sempre su richiesta del Coordinamento dei comitati, voleva ottenere i documenti riguardanti la farmacia comunale di Colleatterrato. Si parlava allora di una possibile vendita della stessa ai privati. Questo avrebbe potuto comportare il trasferimento della farmacia, con grave perdita da parte degli abitanti del quartiere. La terza richiesta, del 1° marzo 2018, riguardava invece l'esibizione di atti riguardanti l'opera di recupero del teatro romano: opera promessa ma mai iniziata. Le tre richieste sono state rifiutate dall'amministrazione comunale». Quali i motivi del rifiuto? «L'amministrazione asseriva che mancassero i presupposti di interesse concreto e diretto da parte dell'associazione», ha continuato Licursi, «ma l'associazione aveva pieno diritto di conoscere questi atti, secondo il decreto Trasparenza, in quanto è diritto di qualsiasi cittadino essere coinvolto nella cura della cosa pubblica». Il Tar ha dato ragione, con le sentenze del 23 e 24 novembre, a Teramo Solidale, accogliendo i tre ricorsi: ora il Comune avrà 30 giorni per permettere all'associazione la visione degli atti richiesti.
«Già dal 2004 il quartiere Cona presentava criticità ambientali e urbanistiche», ha commentato Domenico Bucciarelli, presidente del Coordinamento dei comitati di quartiere, «e si parlava di imponenti opere di ristrutturazione. Ora, con gli atti alla mano, vedremo come mai non sono mai state realizzate». Soddisfazione per Giuliano Lucenti, già presidente del Coordinamento: «Le voci nel 2017 sulla possibile vendita della farmacia di Colleatterrato a privati ci avevano destabilizzato. La perdita di questo servizio sarebbe stata una pessima notizia per un quartiere così popoloso. La farmacia è ancora al suo posto, ma è necessario comunque prendere visione degli atti per non permettere che possa accadere». «Il recupero del teatro romano non è ancora iniziato», ha detto Michele Raiola, in rappresentanza dell'associazione, «l'allora sindaco Brucchi aveva assicurato che il progetto di recupero fosse praticamente pronto. Invece così non è stato. Solo adesso si è tornato a parlarne, con la presentazione del progetto di fattibilità tecnico economica. Ma perché questi anni di ritardo?». «Siamo molto soddisfatti ma non è finita qui», ha commentato Raffaele Raiola, presentatore dei ricorsi al Tar, «vogliamo prendere visione di questi atti ma anche capire cosa ci fosse dietro a questi rifiuti. Nel caso, ci rivolgeremo all'Anac per capire se ci sono state situazioni di corruzione».
Giacomo Novelli
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