Il Comune ricorda Venanzo Crocetti

GIULIANOVA. A quasi 50 anni dall’inaugurazione della Porta dei Sacramenti della basilica di San Pietro in Vaticano, realizzata dallo scultore giuliese Venanzo Crocetti e inaugurata da papa Paolo IV...
GIULIANOVA. A quasi 50 anni dall’inaugurazione della Porta dei Sacramenti della basilica di San Pietro in Vaticano, realizzata dallo scultore giuliese Venanzo Crocetti e inaugurata da papa Paolo IV il 12 settembre 1965, il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore alla cultura Pierangelo Guidobaldi annunciano una serie di iniziative per ricordare l’artista giuliese. Accademico nazionale di San Luca, accademico delle Arti del disegno di Firenze, membro dell’Accademia di San Fernando di Madrid ed insignito della medaglia d’oro dei benemeriti dell’arte e della cultura, Crocetti, scomparso nel 2003 a 90 anni, lavorò per ben 15 anni alla Porta dei Sacramenti, alta 7,40 metri e larga 3,65 metri e che fu una delle opere che gli dette maggior lustro nel mondo. Dopo i primi anni difficili trascorsi a Giulianova, Crocetti si trasferì a Roma nel 1928. La sua bravura nel disegno non passò inosservata e, a soli 19 anni, vinse il concorso di scultura bandito dall’Accademia San Luca. D’intesa con la Fondazione “Venanzo Crocetti” di Roma e il Vaticano, Mastromauro e Guidobaldi preparano dunque i giuliesi al ricordo del famoso concittadino. «Giulianova non tradisce la memoria né i suoi figli illustri», dichiarano sindaco e assessore, «Dal 21 marzo 2013 una via, quella che collega piazza Buozzi a via Bindi, porta il suo nome. Ed al suo nome è stato intitolato anche l’istituto alberghiero. Il Lions Club, da parte sua, nel 2011 ha apposto una targa in prossimità della casa in cui nacque il grande scultore. Oltre ciò, sono state davvero tante le iniziative dedicate a Crocetti, ad iniziare dal 2000, con l’antologica allestita nel Museo d’Arte dello Splendore e la medaglia d’oro consegnatagli dall’allora sindaco Giancarlo Cameli. Crocetti è stato un artista straordinario, invidiatoci dal mondo intero, ed è pertanto giusto ed opportuno che la città in cui vide la luce ed iniziò la sua prestigiosa carriera continui a tenerne cara la memoria». (m.t.)

