«Il Comune sostiene un’iniziativa fascista»

Forze politiche di centrosinistra e sindacati contro il patrocinio al dibattito promosso da Nuove Sintesi
GIULIANOVA. Oggi alle 17 in sala Buozzi, organizzata dall’associazione Nuove Sintesi e con il patrocinio del Comune di Giulianova, ci sarà la presentazione del libro “Morire per la Nato?” di Fabio Filomeni, tenente colonnello dell’esercito italiano in congedo. A tenere banco però sono le critiche innescate dai gruppi di centrosinistra e da due sindacati, ovvero Cittadino governante, Europa verde, Movimento Cinque stelle, Nos Noi, Partito democratico, Partito socialista italiano, Unione popolare, Anpi, Cgil e Cisl, che invitano l’amministrazione comunale a revocare il patrocinio e a togliere dal manifesto dell’evento il simbolo del Comune di Giulianova. I firmatari della richiesta, inoltre, invitano la cittadinanza a un sit-in di protesta in piazza Buozzi, che si terrà in concomitanza con la presentazione del libro contestato.
«A Giulianova si consumerà l’ennesimo oltraggio alla storia antifascista e democratica della nostra città», fanno sapere le forze di centrosinistra, «un insulto alla storia di Giulianova inferto sotto l’egida dell’amministrazione comunale. Nella sala intitolata a un socialista, sindacalista, antifascista, trucidato dai nazisti, martire della libertà dalla dittatura fascista, Bruno Buozzi, c’è un’iniziativa organizzata dall’associazione Nuove Sintesi, che già nel simbolo reca segni grafici che, in maniera inquietante, richiamano quelli tragici del periodo più buio dell’umanità, e si è distinta per aver in passato organizzato un evento commemorativo della marcia su Roma».
Il centrosinistra evidenzia, inoltre, che «secondo la costituzione Fabio Filomeni è pienamente legittimato a presentare i suoi libri e a esternare le sue opinioni, ma è inquietante, di contro, che una istituzione come un Comune possa dare il patrocinio a un evento organizzato da soggetti che si richiamano a una storia dalla cui sconfitta è nata la Costituzione e preso corpo e sostanza la democrazia. È il segno definitivo della natura estremista e nostalgica di una destra al potere, che va smascherata e sconfitta». (l.v.)
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