Il Comune tratta per non far chiudere il parcheggio

La proprietà chiede 4. 500 euro al mese per aprire l’area ma per l’amministrazione la proposta è inaccettabile
ROSETO. Da un lato c’è il Comune che giudica la cifra richiesta dai proprietari inaccettabile, dall’altra ci sono i proprietari dell’area D’Annunzio che sostengono di aver chiesto un canone mensile congruo al prezzo di mercato. È questa la motivazione del mancato accordo tra l’amministrazione comunale e i proprietari per il parcheggio “D’Annunzio” e che ha indotto questi ultimi a decidere nuovamente di chiudere l’area all’incrocio con via Cavour. In realtà è stato chiuso solo il varco in via D’Annunzio, mentre quello su via Cavour è rimasto aperto e lo resterà se entro domani si dovesse trovare l’accordo sul prezzo di affitto mensile.
Il sindaco Sabatino Di Girolamo, infatti, ha incontrato ieri Danilo Di Giuseppe, uno dei proprietari dell’area, per individuare la percorribilità di una mediazione finalizzata a scongiurare la chiusura del parcheggio. «Il tema del parcheggio D’Annunzio», dichiara il sindaco, «non è stato trascurato e non corrisponde al vero che non abbiamo mai dato un riscontro o una risposta alla proprietà ma va superato il disaccordo sul canone». La famiglia Di Giuseppe chiede al Comune 4.500 euro circa al mese per l’affitto dell’area di 1.500 metri quadrati. «Secondo il prezzo mercato», spiega Danilo Di Giuseppe, «l’area va dai 2 ai 4 euro al metro quadrato. Noi abbiamo deciso di stare sui 3 euro a metro quadrato, e dunque 4.500 euro. Non mi sembra che abbiamo chiesto una cifra assurda, senza contare che il Comune ha potuto disporre dell’area per oltre 10 anni in maniera gratuita».
Il primo cittadino ribadisce però la volontà dell’amministrazione di prendere in locazione l’area di indubbia utilità pubblica, visto che nelle vicinanze ci sono le scuole media ed elementare D’Annunzio, oltre al liceo Saffo e al distretto sanitario di base. «Si sta cercando di superare i problemi e di individuare una strada di reciproco gradimento, ma la situazione non è di facile soluzione», conclude Di Girolamo, «l’amministrazione sta valutando comunque altri percorsi amministrativi per cercare di assicurare l’area alla collettività».
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