Il Comune vuole chiudere il caso espropri

Il sindaco di Roseto Di Girolamo: «Possiamo arrivare a una soluzione veloce». In ballo ci sono 5 milioni
ROSETO. Il 2017 dovrebbe portare alla chiusura del contenzioso tra il Comune e gli imprenditori che hanno trasferito la propria azienda nell’area artigianale vicino all’autoporto. Almeno questa è l’intenzione degli amministratori comunali rosetani, i quali prima di Natale hanno avuto un incontro con i diretti interessati. «La prossima settimana», si legge in una nota del Comune, «continueranno gli incontri con un comitato ristretto di legali e di artigiani per cercare possibili soluzioni all’annoso problema». In pratica il Comune deve recuperare i cinque milioni di euro che ha già sborsato a favore dei proprietari dei terreni espropriati oltre dieci anni fa per realizzare l’autoporto e l’annessa area artigianale, ma che in realtà avrebbero dovuto essere pagati dagli operatori economici che hanno impiantato la propria azienda nella nuova area artigianale di Roseto. Una vicenda piuttosto ingarbugliata che vede come protagonisti un gruppo di imprenditori, una trentina in tutto, chiamati a pagare i 5 milioni, cioè la differenza tra la somma versata per l’esproprio del suolo e la cifra accordata in seguito dai giudici a cui si erano rivolti i proprietari dei terreni contro l’indennizzo ritenuto inadeguata. Infatti, la somma pari alla differenza tra il prezzo fissato all’epoca dell’acquisto dei terreni e quello fissato dal tecnico nominato dal tribunale dell’Aquila rappresenta un aumento di oltre il 300% rispetto all’origine. Così i 5 milioni di differenza sono già stati tirati fuori dal Comune perché debitore in prima persona rispetto ai privati espropriati. Ma all’atto della stipula del contratto per l’assegnazione dei lotti, gli amministratori dell’epoca pretesero di inserire una clausola che sulla carta ha messo il Comune al riparo dalle successive beghe giudiziarie, come poi si è verificato, scaricando così il debito sugli imprenditori, sui quali l’ente sta ora cercando di rivalersi per recuperare la somma anticipata. Un’operazione tutt’altro che semplice, perché tutti gli imprenditori chiamati in causa hanno impugnato il provvedimento di riscossione da parte del Comune, pertanto ci sono in piedi numerose cause sul cui esito nessuno può fare previsioni. Il piano di rientro del Comune prevedeva il recupero della somma entro il 2014, ma a tutt’oggi si è ancora lontani dal vedere la fine del contenzioso. «Da parte dell’amministrazione», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «c’è la volontà di trovare tutte le strade percorribili per arrivare a una soluzione veloce e il meno traumatica possibile per le aziende. Questa soluzione non è certamente facile da trovare perché ci si muove entro paletti piuttosto rigidi, già disegnati da provvedimenti giurisdizionali. Tuttavia, con la buona volontà e con l’aiuto tecnico dei legali amministrativisti, contiamo di trovare un percorso risolutivo».
Federico Centola
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