Il Conalpa al Comune di Roseto: niente farmaci alle palme d’estate

24 Giugno 2019

ROSETO. «Non si possono fare interventi con fitofarmaci sulle palme nel periodo estivo, può essere dannoso». A dirlo è Gabriella Parisciani, membro dell’associazione Conalpa (coordinamento nazionale...

ROSETO. «Non si possono fare interventi con fitofarmaci sulle palme nel periodo estivo, può essere dannoso». A dirlo è Gabriella Parisciani, membro dell’associazione Conalpa (coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio), in merito ai recenti interventi, effettuati dal Comune di Roseto la scorsa settimana, sulle palme del lungomare Celommi e di viale Roma, per combattere il punteruolo rosso, coleottero originario dell’Asia meridionale che colpisce in particolare le palme “Phoenix canariensis”.
Nella delibera relativa al trattamento sulle palme si parla di irrorazione della chioma con fitofarmaci «da applicare nel periodo invernale» e dell’installazione di «cannule sospalm», tre per ogni palma, dotate di tappo ermetico per permettere le applicazioni successive.
Per l’assessore alla manutenzione Nicola Petrini, però, è tutto regolare. «Gli interventi si sono svolti la mattina presto», precisa Petrini, «e questo permette di tenere le nostre palme in salute. Ricordo che molte delle palme presenti sul lungomare centrale, in questi tre anni, le ha offerte l’imprenditore Silvio Brocco. Il colpo d’occhio che offrono queste palme è notevole». Esistono diversi tipi di palme, magari non bellissime come quelle esistenti attualmente sul lungomare centrale di Roseto, ma sicuramente meno attaccabili dal punteruolo rosso, come spiega Parisciani, che cita l’esempio di Alba Adriatica, dove le palme “phonenix canariensis”, presenti fino a qualche anno fa, sono state sostituite dalle palme di qualità “Washington robusta”. «Hanno preso questa decisione», spiega Parisciani, «perché questa qualità non è attaccabile dal punteruolo rosso. Certo, sostituirle tutte ora richiederebbe un notevole esborso economico, ma si risolverebbe definitivamente il problema».
Luca Venanzi
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