Il concorsone Asl si fa: attesi altri riammessi dal Tar

TERAMO. Il concorso alla Asl si farà. Nemmeno il terremoto impedirà lo svolgimento della prova pratica del concorso per 56 Oss (operatori socio sanitari). Nonostante all’università sarà ferma l’attivi...
TERAMO. Il concorso alla Asl si farà. Nemmeno il terremoto impedirà lo svolgimento della prova pratica del concorso per 56 Oss (operatori socio sanitari). Nonostante all’università sarà ferma l’attività didattica, il 3 alle 15 nella facoltà di giurisprudenza si terrà la prova scritta del concorso delle polemiche.
L’unica incertezza riguarda il numero dei partecipanti. Una candidata è infatti stata riammessa sabato con un’ordinanza presidenziale del Tar. La donna, beneficiaria della legge 104 non era stata ammessa al beneficio previsto dalla normativa, cioè quello di evitare le preselezioni e di andare direttamente alla prova scritta e orale. Semplificando la Asl le aveva negato la corisa preferenziale perchè non era in condizioni di disabilità. E la donna non aveva passato la preselezione in quanto aveva dato una risposta ritenuta sbagliata a una domanda. Ma si tratta di una domanda per cui pare fossero possibili due risposte. Da qui il provvedimento del Tar, “inaudita altera parte”. L’avvocato che ha curato il ricorso, Luigi Guerrieri, ne ha presentati altri 15 circa al Tar. Fino a ieri non ci sono state altre ordinanza, bisognerà vedere domani se verranno adottati provvedimenti simili.
Per la Asl, comunque, pare non ci siano problemi a riammettere altri candidati alla prova di giovedì pomeriggio. La graduatoria originale era di 318 candidati, a cui se n’è aggiunto uno per l’ordinanza del Tar.
Diverso l’effetto che invece potrebbero avere altri ricorsi al Tar, volti a sospendere o annullare il concorso: a presentarli sarebbe un numero molto più elevato di candidati esclusi. La Uil, che li sta assistendo, parla di oltre un centinaio: una quarantina di loro ha fatto richiesta di accesso agli atti, ma a quanto pare quelli che stanno preparando il ricorso sono molti di più. I ricorsi al Tar vertono sull'uso dei telefonini permesso durante la prima prova, sulle buste cellofanate che consentivano di leggere i test in anteprima, sui quiz (secondo i ricorrenti tre-quattro) che avevano risposte che potevano essere entrambe esatte, sulle identificazioni dei candidati non fatte per tutti allo stesso modo. (a.f.)
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