Il conducente dell’auto rischia l’arresto

24 Agosto 2022

La Procura è pronta a chiederlo, decide il gip. Diverse le aggravanti per l’operaio rosetano 34enne

ROSETO. Rischia l’arresto il guidatore dell’auto che lunedì notte ha falciato Flavia e i suoi amici. L’operaio 34enne D.D.F., di Roseto, da ieri pomeriggio – quando purtroppo è stata dichiarata la morte della giovane – è indagato per omicidio stradale. Ipotesi di reato che nel caso specifico è resa più pesante da tre aggravanti: il giovane guidava in stato di ebbrezza, come risulta dall’alcoltest eseguito dai carabinieri, con un tasso alcolemico di 2,7 grammi/litro a fronte di un limite di 0,5; la sua auto, una Fiat Panda, risultava sprovvista di copertura assicurativa; e nell’incidente ha provocato morte o lesioni a più persone.
Il pubblico ministero Davide Rosati, che era di turno lunedì, sarebbe pronto a chiedere l’arresto al giudice per le indagini preliminari del tribunale, al quale in ogni caso spetterebbe l’ultima parola. La legge del 2016 sull’omicidio stradale prevede, in presenza delle aggravanti che comportano una pena da otto a dodici anni (ed è questo il caso, essendoci lo stato di ebbrezza), l’arresto obbligatorio del conducente solo in flagranza di reato, quindi nell’immediatezza del fatto. In tutti gli altri casi l’arresto è facoltativo. Dunque non è affatto detto che D.D.F. verrà arrestato, ma viste le aggravanti è chiaro che andrà comunque incontro a una pena severa. Il solo superamento del limite alcolemico di 1,5 grammi/litro comporta ammenda da 1.500 a 6.000 euro, sospensione della patente da uno a due anni, arresto da sei mesi a un anno, sequestro preventivo e confisca del veicolo. Qui, purtroppo, c’è molto di più.(d.v.)