Il conflitto spiegato agli studenti: lezione con i docenti dell’ateneo

Dibattito sui motivi all’origine dello scontro, le conseguenze umanitarie ed economiche Gli insegnanti: «La strada diplomatica e delle trattative l’unica via possibile per arrivare alla pace»
TERAMO. La guerra in Ucraina spiegata agli studenti dagli esperti dell’ateneo teramano. Un appuntamento, quello che si è svolto ieri mattina nella sala polifunzionale della Provincia a Teramo, molto partecipato e che ha visto la facoltà di Scienze politiche interagire con la città per dare un contributo alla lettura e alla comprensione dei fatti che si stanno consumando nell'Est Europa. Un' invasione che non può essere in alcun modo giustificata, ma che va spiegata: studenti delle scuole superiori, rappresentanti sindacali, esponenti del mondo della cultura teramana e semplici cittadini hanno così risposto “presente” all'iniziativa “La guerra in Ucraina. Questioni storiche, politiche e giuridiche” promossa dalla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Teramo in collaborazione con l'associazione Hypsis, la rete Fridays for future e RUniPace.
Ad illustrare le dinamiche che ruotano attorno al conflitto sono stati la docente Francesca Fausta Gallo, preside della facoltà; Antonio Macchia, docente di storia delle relazioni internazionali e Pietro Gargiulo, docente di diritto internazionale. Agli interventi dei relatori, sono seguite le domande degli studenti interessati a comprendere conseguenze e retroscena del conflitto. Il dibattito ha toccato aspetti legati alla storia di Russia e Ucraina, ai rapporti dei due Paesi fra di loro e con la comunità internazionale, alle ricadute economiche e ambientali della guerra. Uno scenario articolato che i docenti hanno spiegato sgomberando il campo da luoghi comuni e fake news.
La questione dell'informazione è stata affrontata in più passaggi e proprio la necessità di una corretta informazione è stata una delle spinte ad organizzare l'evento: «Dobbiamo distinguere due livelli: quello delle false notizie diffuse ad arte, che ogni guerra ha in sé ed è strutturale al fenomeno guerra. Poi ci sono le false notizie messe in giro dalla disinformazione e dalla improvvisazione: questo genera paura e confusione. Perciò ascoltare e interagire con interlocutori preparati è fondamentale. Questo incontro nasce dalle sollecitazioni che abbiamo ricevuto dal mondo della scuola e delle associazioni: come università siamo sempre disponibili a mettere a disposizione le nostre competenze», ha spiegato la preside Gallo. A far fare agli studenti un viaggio nel tempo è stato il professor Macchia che ha riavvolto il nastro della storia, utile a capire l'Ucraina di oggi, i suoi rapporti con la Russia e le origini di un conflitto che coinvolge tutta la comunità internazionale. Il professor Gargiulo ha inquadrato la situazione all'interno di quello che è il diritto internazionale e un punto appare fermo: «La Russia ha violato una delle regole fondamentali del diritto internazionale: il divieto dell'uso unilaterale della forza. Si tratta di un atto gravissimo perché su quella regola si fonda l'assetto delle relazioni internazionali. E' una regola inderogabile accanto alla quale se ne pone un'altra: quella del dovere da parte degli Stati di risolvere pacificamente le controversie. Questa regola oggi deve prevalere», ha detto il professor Gargiulo ritenendo la strada diplomatica e delle trattative l'unica percorribile per giungere ad una risoluzione.
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