Il congresso spacca il Pd di Alba

Tomolati, Giovannelli e Colonnelli denunciano: «Liste gonfiate»
ALBA ADRIATICA. Il Partito Democratico di Alba Adriatica esce dal congresso di domenica più spaccato di prima. L’ex assessore Gabriele Viviani vince con 178 voti contro 130 e diventa segretario cittadino, ma il suo unico contendente, Giovanni Tomolati, si ritira a cinque ore dalla chiusura dei seggi per poi annunciare ricorso agli organi del partito perché ci sarebbero state «liste di iscritti gonfiate».
E’ durata solo poche ore la tregua della vigilia, quando entrambi gli sfidanti chiedevano un clima più sereno dopo anni di “guerra” tra le due anime del partito locale e annunciavano il ritorno dei problemi della città al centro del dibattito. Già nel primo pomeriggio di domenica, Tomolati e i suoi sostenitori più illustri, Franchino Giovannelli e Nicolino Colonnelli, hanno incontrato l’assessore regionale Dino Pepe, il garante regionale del partito Andrea Catena e il presidente della commissione di garanzia del Pd di Teramo Lucio Ricci per esternare alcune perplessità sugli elenchi dei votanti. 27 i nomi della discordia, che secondo Tomolati, Colonnelli e Giovannelli sarebbero stati aggiunti nei giorni scorsi alla lista convalidata dalla commissione elettorale ma che non comparivano nell’elenco dei nuovi iscritti dopo il termine ultimo per il tesseramento, a novembre. «Per questo alle 15, dopo aver avuto le conferme, abbiamo deciso di ritirarci dalla competizione quando ancora non potevamo conoscere l’esito della votazione», spiega Tomolati, che poi aggiunge: «E’ impossibile confrontarsi con chi ha deviato il corso del congresso perché questo è un fatto gravissimo: non ci riconosciamo nel nuovo segretario e denunceremo la vicenda al comitato di garanzia provinciale».
Ancora più duro il commento dell’ex sindaco Giovannelli: «E’ stato un congresso farsa che rappresenta la morte del Pd di Alba con la complicità del segretario provinciale Gabriele Minosse, non solo per la vicenda degli elenchi, ma anche perché tra i tesserati da Viviani ci sono persone che per decenni hanno osteggiato il Pd». «Siamo in rivolta morale e così gran parte degli iscritti: avevamo comunque i numeri per vincere», aggiunge il capogruppo Colonnelli. Nessun commento per ora, invece, da parte di Viviani e dei suoi 18 nuovi membri del direttivo.
Luca Tomassoni
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