Il consiglio comunale dice sì alla vendita della Julia servizi

12 Maggio 2015

Il provvedimento, fortemente contestato dall’opposizione, passa con i soli voti della maggioranza Incrementate le attività della Giulianova patrimonio attraverso una modifica dello statuto

GIULIANOVA. E’ stata approvata ieri dal consiglio comunale, con i voti della sola maggioranza la vendita della Julia servizi. Il provvedimento – come ha ribadito il sindaco Francesco Mastromauro – è stato di fatto una scelta obbligata dal piano di razionalizzazione delle partecipate imposto dalla Finanziaria 2015, che prevede la dismissione o la vendita delle partecipate comunali in caso queste siano in regime concorrenziale con altre società del territorio. Per la minoranza il voto del consiglio è stato una mera ratifica di una decisione presa troppo in fretta. Franco Arboretti del Cittadino Governante e Fabrizio Retko, capogruppo di Linea Retta, hanno fatto notare che la Julia non vende solo gas, ma anche energia, grazie al trigeneratore acquistato dalla Julia stessa e che quindi fornisce acqua calda alla Asl, alla Piccola opera, ai Benedettini e alla scuola media Pagliaccetti. Questo dato, hanno fatto notare i due consiglieri, non è stato inserito nella relazione che il sindaco Francesco Mastromauro ha inviato, dopo aver ricevuto la nota tecnica stilata dal segretario generale Daniela Marini e dal dirigente Corinto Pirocchi e inviata alla Corte dei conti. «La vendita della società», ha commentato Retko, «così come la variante al piano regolatore in via Turati, che consentirà di erigere un nuovo centro commerciale, sembrano un viatico per una campagna elettorale». Un’opinione condivisa anche da Arboretti, che ha accusato Mastromauro di «vendere il più prezioso gioiello di famiglia e di tenere invece le partecipate peggiori come la Giulianova patrimonio a cui si daranno più servizi e diverrà una sorta di secondo Comune». Julia servizi, che verrà venduta entro il 2015 (il sindaco ha spiegato che entro il 31 dicembre 2016 si dovrà presentare un’altra relazione con i passaggi operativi effettuati previsti dal piano di razionalizzazione) vale circa 6 milioni di euro, soldi che esulano dal Patto di stabilità e che quindi potranno essere spesi senza vincoli.

«A comprarla», ha ipotizzato Retko, «sarà sicuramente una multinazionale che, a prescindere dalle belle parole del sindaco su come salvaguardare i dipendenti, eliminerà il personale sostituendolo con un call center». Secondo Retko, inoltre, per recuperare i 6 milioni la società che acquisterà la Julia servizi sarà costretta ad aumentare le tariffe». La partecipata Julia rete entrerà a far parte di un ambito territoriale teramano (il Comune perderà un milione di euro di entrate l’anno), mentre alla Giulianova patrimonio sono stati incrementati i servizi attraverso una modifica dello statuto. «Affidare questa infinità di servizi alla Giulianova patrimonio», ha polemizzato Laura Ciafardoni di Forza Italia, «è un’assurdità, visto che non sono capaci nemmeno di gestire il verde pubblico».

Margherita Totaro

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