Il Consiglio di Stato dà il via libera ai lavori in fortezza

La Regione vince in secondo grado contro gli architetti che contestavano l’eccessivo taglio delle spese tecniche
CIVITELLA DEL TRONTO. La Regione e, di riflesso, il Comune di Civitella del Tronto la spuntano davanti al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Abruzzo che si era pronunciato sul Masterplan dando ragione all’ordine degli architetti di Teramo che aveva mostrato la propria contrarietà alla riduzione – dell’otto per cento dell’importo dei lavori – delle spese tecniche legate a tutti i progetti afferenti al Masterplan abruzzese. Una decisione, quella di primo grado dei giudici amministrativi abruzzesi, che aveva segnato un punto a favore dell’ordine professionale, che aveva impugnato l’atto regionale e quindi le procedure di appalto della centrale unica di committenza dell’Unione di Comuni Val Vibrata. Adesso la sentenza è stata ribaltata dal Consiglio di Stato, che ha ritenuto corrette le procedure seguite dai due organi di governo. Da qui, riparte il percorso verso i lavori di messa in sicurezza e riqualificazione della fortezza spagnola per i tre milioni di euro inseriti nel Masterplan. Al Comune erano giunte alcune offerte mai aperte e visionate: con il ricorso di mezzo quelle buste erano andate in scadenza, essendo decorsi sei mesi. Adesso il Comune dovrà scrivere a tutti i proponenti interessati per capire se confermano l’offerta avanzata, per cui poi si procederà all’apertura delle buste avviando di fatto l’iter per i lavori di recupero della fortezza.
Il tempo andato perso è stato tanto. Il ricorso venne presentato contro la Regione e il Comune civitellese che firmarono la convenzione nel 2016. Il Comune aveva inserito nel quadro economico, per le spese tecniche e generali, 228mila euro (cioè l’otto per cento dei due milioni e 850mila euro assegnati per lo storico monumento). Secondo l’ordine degli architetti, per la progettazione e le altre spese tecniche di un’opera così complessa il valore sarebbe dovuto essere di oltre 470mila euro. La precedente amministrazione regionale aveva impugnato il provvedimento, il Comune civitellese (che aveva resistito in primo grado) ha rinunciato al giudizio di secondo grado per non gravarsi di spese.
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