Il contagio porta via Rocchi, generale degli alpini

27 Dicembre 2020

Aveva 65 anni, viveva all’Aquila. Per sei anni, tra il 1988 e il ’94, ha comandato la compagnia addestrativa di Teramo

L’AQUILA. Migliaia di alpini di leva soprattutto abruzzesi che hanno svolto l’addestramento da reclute nella 61ª compagnia di Teramo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta hanno ancora un ricordo vivissimo di lui, l’inflessibile comandante di quel reparto che fu soppresso nel 1995 prima di rinascere, ma come compagnia fucilieri, nel 2017. Marcello Rocchi, all’epoca tenente e poi capitano, è morto ieri a 65 anni nel reparto Covid dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Da pochi mesi era in pensione e si era congedato dall’esercito con il grado di generale di brigata, a coronamento di una carriera militare tutta trascorsa tra le penne nere. Rocchi di recente aveva avuto qualche problema di salute, che il contagio da Covid ha aggravato fino a renderlo irrimediabile. Domani alle 10 i funerali nella chiesa aquilana di San Bernardino.
Originario di Leonessa (Rieti), l’ufficiale aveva avuto il suo primo importante incarico di comando nel 1988: gli era stata infatti affidata la 61ª compagnia alpini di Teramo, il reparto addestrativo dell’allora battaglione L’Aquila. Alla caserma Grue Rocchi rimase fino al gennaio 1994, poi venne trasferito in Friuli in altri reparti della brigata Julia. A Teramo conobbe sua moglie Anna Camilla Delle Vedove, originaria di Bucchianico (Chieti), che poi lo avrebbe seguito al Nord e che gli ha dato quattro figlie: Ludovica, Maria Eugenia, Agnese e Maria Beatrice. Rocchi tornò nel 2001 all’Aquila, al 9° reggimento, con il grado di tenente colonnello, e fino al 2005 è stato l’aiutante maggiore del reparto. Da colonnello ha prestato servizio al comando militare dell’esercito dell’Aquila ed è stato promosso generale subito prima di essere collocato in pensione.
A ricordare Rocchi in una nota è Fratelli d’Italia, partito in cui l’ufficiale aveva militato. Il sindaco dell’Aquila e commissario provinciale di Fdi Pierluigi Biondi e il presidente del circolo Fdi Amiternum Christian Del Pinto in una nota esprimono «profondo cordoglio e tristezza» e scrivono: «Ci lascia un patriota, molto impegnato nella conservazione della memoria e trasmissione alle giovani generazioni delle vicende legate agli esodati istriani, giuliani e dalmati».(d.v.)
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