Il cordoglio e la commozione sui social

4 Febbraio 2016

Parole di vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo: «Nessuno si permetta di giudicare»

CANZANO. Nei tempi di internet anche il cordoglio viaggia sulla rete e i pensieri di vicinanza e dolore si scrivono sui social.

La tragedia della famiglia del piccolo Gioele ha toccato in molti, così come avviene quando una morte assurda riguarda un bambino.

Impossibile accettare l’accaduto: ci si immedesima; si prova orrore per gesti o disattenzioni che ciascuno di noi compie abitualmente, senza poi avere conseguenze così terribili, o che avrebbe potuto compiere, banalmente; ci si immagina il macigno di strazio dei familiari, oppure si giudica. La tecnologia annulla le distanze, permette di non filtrare i pensieri, ma di buttarli così,in maniera diretta e spontanea.

E in alcuni casi permette che si oltrepassi il limite: succede allora che la libertà di parola prenda il sopravvento su buongusto, rispetto del dolore altrui e senso del pudore.

I commenti sulla tragedia di Canzano, presenti sui social network come Facebook, nel giro di poche ore si sono moltiplicati: raccontano di partecipazione sentita, compassione profonda per nonno Giuliano e per i genitori Sandro e Flavia, rabbia e non accettazione dell'incidente.

«Riposa in pace piccolo angelo» è il pensiero dei più lasciato a corredo della notizia; «Non è giusto, non ci sono parole», è il commento di altri; «povero piccolo, povero nonno» le parole di alcuni che avvertono il dramma dei rimasti.

C'è anche chi ritiene un errore l'aver portato il piccolo sul trattore: «Solo chi ha un bimbo così piccolo può capire quanto la loro imprevedibilità possa d'improvviso metterli in pericolo, anche con cento occhi che li guardano».

E chi chiede di non giudicare, ponendo l'accento sulla bellezza del rapporto nonno-nipotino, invitando quindi a lasciare la famiglia al proprio dolore: «Credo che basti il fatto in sé come "punizione" al povero nonno; sicuramente passerà i giorni della vita che gli rimangono in un tormento infernale. Chissà come era contento il bimbo vicino a lui sul trattore, lasciamo perdere le critiche».

C'è infine chi non condivide le modalità di raccontare la notizia da parte dei media e scrive: «Avrei evitato la foto e il video».(e.m.)

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