Il corteo non piace a D’Alfonso

28 Febbraio 2017

Il governatore definisce «carnevalata» la protesta dei sindaci del Gran Sasso

ISOLA DEL GRAN SASSO. Il governatore Luciano D’Alfonso non sembra avere apprezzato la manifestazione di domenica scorsa, quando sindaci e cittadini dei centri del Gran Sasso hanno dato vita a un corteo per chiedere investimenti dopo sisma e maltempo ed evitare la morte della vallata, inscenando anche un finto funerale. Lo si evince da un’intervista che il presidente della Regione ha rilasciato all’emittente teramana Teleponte a margine dell’incontro con il ministro Fedeli. «Ho sentito che diceva a un sindaco», ha detto l’intervistatore, il direttore dell’emittente Alfredo Giovannozzi, «che non le piacciono le carnevalate come quella di ieri». Questa la risposta di D’Alfonso: «Non ho detto di ieri, le carnevalate sono ancora più lunghe. Io penso che quello che bisogna fare da persone che hanno un ruolo istituzionale è conoscere i problemi e trovare soluzioni dentro l’ordinamento, come sta facendo la Regione». D’Alfonso non ha precisato ulteriormente, ma le parole sulle «carnevalate più lunghe», sembrerebbero riferirsi anche alla manifestazione che rappresentanti istituzionali e cittadini teramani – ai quali si aggiungeranno rappresentanti di Comuni teatini e pescaresi – faranno giovedì prossimo a Roma, davanti alla Camera, per sollecitare interventi a favore delle zone colpite da sisma e maltempo.

Durante l’incontro con il ministro il presidente della Regione ha parlato della possibilità di estendere il cratere anche ad Isola e altri Comuni. «Ho negoziato con il Governo le modalità per estendere misure e tutele», ha detto, suscitando l’applauso dei presenti. Una notizia non ancora certa e confermata, ma che farebbe intuire il prossimo ingresso nel cratere dei sette Comuni del Teramano esclusi (Isola, Colledara, Pietracamela, Basciano, Castel Castagna, Penna Sant’Andrea e Fano Adriano), ma duramente colpiti dal sisma e dal maltempo. Una causa sposata dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che ha esplicitamente chiesto al ministro di «far rientrare questi Comuni per aiutare i cittadini e le attività che soffrono», garantendo il suo impegno, «a non permettere più azioni di aggressione del territorio per permettere ai cittadini di restare». Un allargamento che potrebbe vacillare qualora, come ha spiegato il governatore, «tutti i Comuni delle Regioni colpite dal sisma chiedessero l’ingresso. Non deve nascere la mitizzazione del cratere che andrebbe a demolire lo Stato e le norme». Dal canto suo il ministro Fedeli ha chiaramente detto che «quando si vuole allargare il cratere si deve essere molto seri perché la cultura dell'approfittarsi è dannosa e deleteria». (red.te.)

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