Il cugino si sfoga: non c’è sicurezza

La preoccupazione dei clienti del bar di fronte al distributore di benzina
ROSETO. «Cambiano i governi ma lo Stato continua a negarci la sicurezza, ci costringerà ad armarci». Il cugino del benzinaio ha sfogato così la propria rabbia per quanto accaduto poche ore prima. Si è sfogato a pochi metri dal luogo dell’aggressione, con i carabinieri, che hanno compreso il suo stato di frustrazione e preoccupazione, riuscendo a tranquillizzarlo.
L’accaduto ha colpito molti clienti dello snack bar di fronte alla pompa di benzina, che conoscono bene il 50enne di Mosciano, e invitano le forze dell’ordine ad usare il “pugno duro” verso l’aggressore, ricordando i ripetuti fatti di cronaca avvenuti in zona nel tempo. C’è più che turbamento, c’è preoccupazione per quello che non è solo il benzinaio di fiducia, ma per molti è un amico col quale confidarsi e raccontare le proprie esperienze quotidiane. «Conosco Gianfranco da una vita», dichiara un avventore del bar, «da quando gestiva un altro distributore di benzina poco lontano da qui. Dopo aver svolto il lavoro di gommista a Mosciano, da qualche anno è tornato a lavorare a Cologna in questo posto». L’area di servizio in questione negli anni passati aveva subìto un numero elevato di furti (pare oltre trenta nell’arco di una decina d’anni), ma anche grazie all’introduzione delle telecamere i ladri hanno smesso di “frequentare” la zona. «Con il cambio di gestione non si sono più verificati questi fenomeni», conferma un altro cliente storico del bar, «anche perché spesso i ladri prendevano di mira le slot machine che ora non ci sono più». Il presunto aggressore è un volto noto per qualcuno di loro. «Lui, ma soprattutto suo padre, è un cliente abituale del distributore», assicurano gli uomini, «e Gianfranco è stato sempre disponibile nei loro confronti, ad esempio donando gratuitamente dell’olio per la miscela».
Piergiorgio Stacchiotti
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