Il decreto anti-epidemia divide i sindaci

5 Marzo 2020

D’Alberto temporeggia e attende disposizioni, a Giulianova Costantini chiude tutti i locali pubblici e ferma il mercato

TERAMO. Il 4 marzo 2020 come un piccolo 8 settembre 1943? Il paragone è paradossale, ma serve a rendere l’idea di sindaci andati avanti in ordine sparso alla notizia del decreto anti-epidemia varato dal governo. Anzi, meglio: qualcuno è andato avanti con ordinanze draconiane, qualcun altro è rimasto fermo in attesa di ulteriori disposizioni. Emblematico il comportamento opposto dei primi cittadini dei due centri più importanti della provincia, Teramo e Giulianova. Gianguido D’Alberto ha messo sul sito istituzionale del Comune capoluogo una sintesi del decreto del presidente del consiglio e non ha adottato alcun provvedimento proprio, rimandando eventuali determinazioni a oggi (quando in mattinata ci sarà un vertice tra i prefetti abruzzesi e la Protezione civile all’Aquila e nel pomeriggio, nella prefettura di Teramo, un incontro tra tutti i sindaci della provincia). Il suo collega giuliese Jwan Costantini ha invece diffuso due distinti comunicati, il primo alle 18.52 per comunicare la chiusura fino al 15 marzo delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio comunale, nonché del nido comunale e dei centri anziani; e il secondo alle 19.41 in cui scrive: «È disposta anche la chiusura al pubblico di tutti gli uffici comunali e degli impianti sportivi sul territorio di Giulianova fino al 15 marzo. Resta aperto al pubblico solo l’ufficio anagrafe per i servizi di stato civile. È prevista anche la sospensione di tutte le manifestazioni sportive. Sono autorizzati unicamente gli allenamenti a porte chiuse delle squadre a livello agonistico. Inoltre, seguendo le linee disposte dal decreto, si comunica la sospensione del consueto mercato rionale del giovedì sul lungomare Zara di Giulianova. Per quanto riguarda i nidi si comunica che, oltre a quello comunale “Arcobaleno”, è disposta la chiusura di quelli privati e autorizzati».
Raggiunto telefonicamente, Costantini ha detto: «Il decreto parla chiaro, bisogna contenere questa epidemia ed è inutile temporeggiare come stanno facendo altri sindaci. Io già mi sono assunto grosse responsabilità facendo svolgere il Carnevale con trentamila persone, ora il governo ha dato precise disposizioni e c’è poco da attendere».
In attesa di sapere qual è la linea giusta, in tutta la provincia saltano eventi già programmati, dal Festival del baccalà di Sant’Omero a un incontro culturale a Giulianova che prevedeva la presenza di una delegazione tedesca. A Valle Castellana, dove domenica 8 marzo è previsto il referendum che deciderà l’eventuale passaggio del comune alle Marche, ci si chiede se la consultazione elettorale potrà svolgersi o meno. All’istituto zooprofilattico, invece, dovrebbe regolarmente tenersi oggi un concorso che vede in commissione una persona che arriva dal Veneto e una che viene dall’Emilia Romagna.(red.te)
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