Il detenuto africano Gerome si laurea martedì in aula magna
TERAMO. Martedì 14 dicembre, alle 11, Mabouka Mabouka Gerome, detenuto nella casa circondariale di Teramo, discuterà la tesi di laurea dal titolo “Lo stato della zootecnia in Camerun e la possibilità...
TERAMO. Martedì 14 dicembre, alle 11, Mabouka Mabouka Gerome, detenuto nella casa circondariale di Teramo, discuterà la tesi di laurea dal titolo “Lo stato della zootecnia in Camerun e la possibilità di sviluppo delle produzioni lattiero-casearie”. La seduta di laurea sarà pubblica e si svolgerà nell’aula magna dell’università. Per l’occasione, dopo la discussione della tesi, il rettore Dino Mastrocola firmerà accordi tra l’Università e il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria Lazio-Abruzzo-Molise, la casa circondariale di Teramo e la casa di reclusione di Sulmona, per le attività del Polo penitenziario universitario. Seguirà una tavola rotonda introdotta da Claudio Lo Sterzo, delegato del rettore alla Conferenza nazionale dei Poli universitari penitenziari e moderata da Angela Trentini, giornalista e autrice del libro “La speranza oltre le sbarre. Viaggio in un carcere di massima sicurezza”. Dopo le testimonianze di Girolamo Casella e Santo Le Pera, rispettivamente studente e laureato del Polo penitenziario universitario di Teramo, interverranno: Franco Prina, coordinatore della Conferenza nazionale dei delegati dei Rettori per i Poli universitari penitenziari; Carmelo Cantone, provveditore dell’amministrazione penitenziaria Lazio-Abruzzo-Molise; Stefano Liberatore, direttore della casa circondariale di Teramo; Sergio Romice, direttore della casa di reclusione di Sulmona; Elisabetta Santolamazza e Fiorella Ranalli, rispettivamente delle aree trattamentali delle carceri di Teramo e di Sulmona, e Alfonsina Nazzaro, docente dell’Itg “D’Agostino” di Avellino. «L’evento», spiega Lo Sterzo, «è parte dell’attività dell’ateneo nei luoghi di reclusione, come occasione di riscatto e riconquista di dignità e futuro in esistenze compromesse da errori e cadute».

