Il fango frena il potabilizzatore

18 Agosto 2024

Depurazione ridotta del 30 per cento, mezza provincia rischia di restare a secco. Parte la denuncia

TERAMO. Il fango rallenta la depurazione dell’acqua nell’impianto di Montorio e mezza provincia rischia di restare a secco. L’allarme è scattato nella notte tra venerdì e sabato, quando gli addetti della Ruzzo Reti hanno riscontrato un anomalo livello di intorbidimento nell’invaso di Piaganini che alimenta il potabilizzatore e integra, nella rete provinciale, i flussi provenienti dalle sorgenti montane. Se il livello di torbidità dell’acqua che esce dai rubinetti per legge è fissato a uno, nell’impianto montoriose è stata rilevata una concentrazione pari a mille. La società acquedottistica guidata da Alessia Cognitti ha immediatamente avviato gli interventi necessari per risolvere il problema e ha contestualmente presentato una denuncia ai carabinieri per l’anomala immissione di fango nell’invaso che raccoglie le acque del Vomano. Saranno i militari dell’Arma ad accertare se l’intorbidimento eccessivo sia stato prodotto da cause naturali, come ad esempio temporali nell’area montana che hanno dilavato gli argini fluviali, o se c’è dietro un comportamento scorretto o illegale.
Sta di fatto comunque che la maggiore concentrazione di fango ha rallentato la depurazione dell’acqua, riducendo di oltre il 30 per cento il flusso in uscita verso la rete. Da 850 litri al secondo la portata è diminuita a circa 500 litri, con conseguenze pesanti per l’approvvigionamento idrico in un’ampia fetta del territorio provinciale. La Ruzzo Reti ha indicato come zone più a rischio la Val Vibrata e i comuni della fascia costiera. Si tratta in particolare di Civitella del Tronto, Sant’Egidio, Torano, Ancarano, Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto e Pineto. Secondo la società, però, possibili disservizi potrebbero interessare anche aree interne e nello specifico i comuni di Montorio, Tossicia, Colledara, Cellino Attanasio, Basciano, Notaresco, Morro d’Oro, Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Nereto, Campli e anche alcuni quartieri di Teramo.
I tecnici dell’azienda hanno proseguito gli interventi di pulizia dei filtri e ripristino dei flussi di potabilizzazione durante tutta la giornata di ieri con l’obiettivo di risolvere il prima possibile l’emergenza. Il ricarico della rete e dei serbatoio principali, però, richiederà tempo anche quando la capacità di depurazione dell’impianto di Colle Cese sarà tornata al massimo livello. Nel frattempo la Ruzzo Reti ha messo in campo una serie di misure finalizzate a limitare i disagi per i cittadini.
Tra queste ci sono l’utilizzo delle riserve idriche disponibili proprio per far fronte alle situazioni di maggiore criticità, ma anche la ridistribuzione dell’acqua lungo la rete, spostandola di fatto da zone di utilizzo limitato verso le aree in sofferenza. La struttura tecnica aziendale è rimasta comunque in contatto costante con gli utenti e con gli amministratori dei Comuni interessati per fornire aggiornamenti della situazione in tempo reale e ulteriori supporti anche tramite l’utilizzo di autobotti.
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