Il “Ferragosto del cafone” tradizione che dura da 21 anni

2 Settembre 2018

TERAMO. L’appuntamento fisso dell’estate sulla costa teramana ricorda le grandi feste che contrappuntavano le estati degli Anni Sessanta e Settanta. Passano gli anni ma il “Ferragosto del cafone”...

TERAMO. L’appuntamento fisso dell’estate sulla costa teramana ricorda le grandi feste che contrappuntavano le estati degli Anni Sessanta e Settanta. Passano gli anni ma il “Ferragosto del cafone” sopravvive e la comitiva che lo organizza non perde lo smalto. Nicola Catenaro, giornalista e parte integrante del variegato gruppo che lo organizza, racconta le varie sfaccettature del baccanale in spiaggia.
«Un rito, una tradizione o una grande abbuffata? Iniziamo con il dire che il «Ferragosto del Cafone» è una festa privata, nata ventuno anni fa nello storico stabilimento «Caprice» di Giulianova dall’idea di un gruppo di amici che qui vengono in vacanza da quando erano bambini. Un sodalizio che sa tanto di anni Sessanta, quando le ferie al mare duravano di più di qualche giorno e si trascorrevano, con un candore oggi impensabile, spesso all’interno di grandi comitive ansiose solo di vivere quelle emozioni collettive.
Sulla stessa spiaggia, forse proprio per celebrare quell’amicizia, la comitiva del Caprice, diventata adulta, ha dato vita a un appuntamento culinario – capeggiato dall’istrionico Ernesto Ciafardoni – giunto quest’anno alla ventunesima edizione. E ora c’è anche il libro che raccoglie «Le ricette del cafone», ovvero «I grandi piatti del ristorante che apre solo due ore all’anno» grazie agli sforzi delle famiglie che imbandiscono la grande tavolata del 15 agosto. A curare lo scherzoso volume, a partire dall’editore (Caprice) che ovviamente non esiste, sono stati Francesco e Margherita Freyrie, padre e figlia, lui autore (anche teatrale) tra i più apprezzati del panorama nazionale e da molti anni a fianco di Maurizio Crozza. Anche i Freyrie, infatti, fanno parte della comitiva. Dalle tagliatelle con sugo di polpettine alla teramana al pollo con i peperoni, dalla pizza rustica al roastbeef, dalla tiella al vitello tonnato, dal timballo alla trippa al sugo e poi ai dolci, generosamente offerti agli amici/rivali dello chalet Don Juan alla fine delle libagioni, il libro è una guida ai piaceri del palato e spesso alle ricette tradizionali abruzzesi. Ma è anche un inno alla vita e a quel patto tra amici che ha superato indenne gli anni ed è rimasto genuino come le leccornie portate in tavola a Ferragosto».