Il Festival dell’Appennino cresce Debuttano tre Comuni teramani

30 Maggio 2024

Nella 25ª edizione non solo Marche: ci saranno anche le zone del cratere di Abruzzo, Lazio e Umbria A Civitella del Tronto, Colledara e Torricella Sicura gli eventi del cartellone che comincia domenica

TERAMO. Civitella del Tronto, Colledara e Torricella Sicura sono i tre Comuni teramani che partecipano al Festival dell’Appennino che, per la prima volta e nella sua 25esima edizione, è stato esteso oltre i tradizionali confini marchigiani e coinvolge Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, le quattro regioni colpite dagli eventi sismici 2016-17 e i Comuni del cratere sismico per promuovere, con tre mesi di eventi, turismo, movimento e socialità. Un’edizione particolare voluta dal commissario straordinario per la Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli con il ministero della Cultura, i quattro enti regionali, i consorzi Bim Tronto, Vomano–Tordino, Nera-Velino-Cascia, le amministrazioni dei 22 Comuni partecipanti.
La presentazione c’è stata ieri mattina nella sala della Crociera del ministero della Cultura a Roma. Ventitré appuntamenti, dal 2 giugno al 31 agosto, con un fitto programma di spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni, enogastronomia, con la partecipazione di nomi noti come Alessandro Ossini, Marina Rei, Raphael Gualazzi, Davide Riondino, Ghemon, Alexandra Filotei, Chiara Galiazzo e La compagnia dei Folli, ed escursioni accessibili anche ai più fragili con l’ausilio di jolette offerte dal Bim Tronto.
«Il governo mi ha affidato il compito di curare la ricostruzione materiale, ma anche la riparazione con strategie di stimolo alle comunità e alle attività economiche dei territori cratere 2016 per incentivare la rinascita e arrestare lo spopolamento», ha detto Castelli, «l’estensione del Festival rientra in quest’ottica, è frutto di un’azione collegiale e conferma come l’Appennino centrale sia un’unica e grande comunità formata dalla storia e dalle tradizioni di tanti borghi da valorizzare. Il turismo sostenibile», ha aggiunto, «è un settore nel quale crediamo molto perché in grado di intercettare il valore del nostro patrimonio paesaggistico, culturale e religioso e di portare un gran numero di visitatori per contribuire a riattivare l’economia, incentivando gli abitanti a non andare via e a preservare la matrice culturale di ogni posto». Castelli ha evidenziato come «l’abbandono del territorio sia legato alla crisi climatica: la presenza dell’uomo nell’Appennino è garanzia di sostenibilità».
Per la Regione è intervenuto l’assessore ai Beni e attività culturali e allo spettacolo Roberto Santangelo: «Queste iniziative», ha dichiarato, «vanno nella giusta direzione della valorizzazione e della ricostruzione delle comunità ferite dal sisma. Sono importanti le politiche attive di prossimità, ma anche le norme a vantaggio di chi fa impresa nei luoghi colpiti dai terremoti: c’è una volontà comune di far rinascere questi territori». Per il ministro Gennaro Sangiuliano è intervenuto il capo segreteria tecnica Emanuele Merlino: «La nostra grandezza e riconoscibilità culturale viene soprattutto dall’identità dei nostri borghi e stiamo lavorando su vari binari per far sì che questi paesi esistano ancora non solo come edifici, ma come rinascita sociale e culturale».
Con la moderazione della giornalista Paola Severini Melograni, presenti tra gli altri il direttore artistico del Festival Carlo Lanciotti, gli assessori alla Ricostruzione del Lazio Manuela Rinaldi e allo Sviluppo economico delle Marche Andrea Maria Antonini, i presidenti Bim Luigi Contrisciani, Marco Di Nicola e Tullio Fibraroli, i sindaci di Colledara Manuele Tiberii e l’assessore di Civitella Barbara D’Alessio. La partecipazione è gratuita ma è necessario prenotarsi su www.festivaldellappennino.it.
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