Il futuro dell’ex scuola Febbo: via al confronto con il Comune

Oggi il sindaco e il consigliere delegato Lancione incontrano associazioni e comitato di frazione L’amministrazione vuole destinare l’edificio a centro di aggregazione e sede di servizi pubblici
TERAMO. Ex scuola Carlo Febbo: ci siamo. I lavori di riqualificazione, partiti esattamente un anno fa dopo un iter travagliato, sono agli sgoccioli e l'edificio nel cuore di San Nicolò a Tordino in primavera tornerà al servizio della collettività. Ma in attesa di tagliare il nastro e restituire alla frazione un pezzo della propria storia, si apre il confronto fra associazioni e amministrazione per capire come sfruttare al meglio i nuovi spazi. Oggi, alle 18.30, il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto e il consigliere comunale Lanfranco Lancione (con delega alla riqualificazione dell'edificio) incontreranno i rappresentanti delle associazioni e del comitato di frazione nel circolo Domingo. Un appuntamento volto ad aprire, in modo concreto, un dibattito con la comunità sannicolese per definire usi e destinazioni della nuova Carlo Febbo.
L'amministrazione D'Alberto ha avuto da sempre in animo di mettere l'edificio a disposizione della frazione e delle diverse realtà associative e di volontariato che la compongono facendone luogo di aggregazione, socialità, utilità. Le aule che hanno visto crescere generazioni di sannicolesi potrebbero perciò ospitare spettacoli e dibattiti, corsi di musica, di teatro, di scrittura, ma anche incontri letterari e servizi utili ai cittadini. Il tutto gestito, con modalità da definire, dalle associazioni del posto. L'ex scuola conta 12 aule che permetteranno di allestire, fra le altre cose, una biblioteca e una cucina; alcuni locali saranno destinati alla Team per la distribuzione di materiale utile alla raccolta dei rifiuti porta a porta e per fornire assistenza ai cittadini. San Nicolò da tempo chiede la presenza dei vigili urbani e di una sede distaccata del Comune per poter usufruire di alcuni servizi basilari: richieste che l'amministrazione conosce bene e sta valutando, e che ora potrebbero trovare risposte proprio con la nuova Carlo Febbo.
Il tavolo di confronto con le associazioni servirà a capire come strutturare la gestione dell'ex scuola che nell'area esterna conta anche un anfiteatro a tre gradoni, un parco giochi, una piccola piazza e uno spazio verde. La riqualificazione dell'edificio, dichiarato inagibile nel 2009 e per anni rimasto nell'abbandono ad eccezione di un intervento di bonifica nel 2018, è costata 551mila euro: fondi regionali stanziati ma poi sfumati a causa del mancato avvio dei lavori, che sarebbero dovuti partire nel 2013. L'attuale amministrazione, interloquendo con la Regione, è riuscita a recuperare quei finanziamenti arrivando all'apertura del cantiere nel gennaio 2021.
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