Il Genio civile elimina un’ansa del Tordino: erodeva la sponda

18 Gennaio 2021

TERAMO. Chi prende la superstrada Teramo-mare in direzione monti avrà certamente notato che nelle settimane scorse grandi escavatori hanno raddrizzato il corso del fiume Tordino tra i territori...

TERAMO. Chi prende la superstrada Teramo-mare in direzione monti avrà certamente notato che nelle settimane scorse grandi escavatori hanno raddrizzato il corso del fiume Tordino tra i territori comunali di Mosciano e Notaresco. In pratica è stata eliminata un’ansa che si era formata negli anni e stava erodendo in maniera vistosa la sponda destra del fiume, quella sul lato di Notaresco.
Il dirigente del Genio civile regionale, Giancarlo Misantoni, spiega: «Questa operazione è costata 150mila euro, avevamo già fatto un primo tratto a monte spendendo 900mila euro per consolidare la sponda destra e ora stiamo aspettando le economie del ribasso d'asta per fare un’altra difesa spondale sul lato di Mosciano. Il Tordino, infatti, sta erodendo anche la sponda sinistra».
Quel tratto del fiume è tenuto particolarmente d’occhio dalle autorità deputate, vista la presenza d’importanti infrastrutture. Lo conferma Misantoni, che continua: «Io attualmente sono anche commissario del Consorzio di bonifica Nord e con questo ente abbiamo appaltato, per 115mila euro, la sostituzione di una conduttura di 1.400 metri, che attraversa il fiume e porta l'acqua verso il Salinello e il Vibrata passando per Mosciano. In quella stessa zona va ripristinata anche la funzionalità della briglia di proprietà dell’Anas, sto cercando di coinvolgere l'ente stradale per ottimizzare i tempi e portare avanti un intervento coordinato».
Il Genio civile regionale in questo momento sta portando avanti un altro intervento nel Teramano. «Sul torrente Piomba», spiega Misantoni, «stiamo ripristinando la sponda che era stata erosa a valle del ponte della ferrovia».
Un corso d’acqua tenuto attentamente sotto controllo dai tecnici dell’ente è il Vezzola nel tratto che taglia in due l’abitato di Teramo: sul letto del torrente, infatti, è cresciuta una fitta vegetazione e questo, in caso di forte piena, potrebbe creare danni seri come avvenne nel 2011. «Al momento», dice Misantoni, «la situazione del Vezzola è ancora sotto controllo, ma quanto prima faremo qualcosa».(d.v.)
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