Il geologo: per le scosse sismiche il fondo marino si è abbassato

Studio di Marrone mette in guardia sul fenomeno in corso da San Benedetto a Tortoreto «Rischiose le piattaforme petrolifere e i serbatoi di stoccaggio gas, minimi effetti positivi sull’erosione»
TORTORETO. «I terremoti hanno provocato l’abbassamento di decine di centimetri del fondale dell’Adriatico al largo della costa da San Benedetto del Tronto a Tortoreto, sospettate sono le piattaforme di estrazione di idrocarburi». A sostenerlo è il geologo Giovanni Marrone sui dati forniti nei giorni scorsi dalla Rete mareografica nazionale sui rilevamenti del mese di gennaio. Marrone è impegnato, così come diversi tecnici ed enti dall’Ingv al Cnr, nello studio del fenomeno dei terremoti sottomarini che interessano il mare Adriatico.
Studio che si è focalizzato soprattutto sulla zona tra Abruzzo e Marche, a causa della previsione di una nuova centrale di stoccaggio del gas nel territorio di San Benedetto del Tronto che sta facendo discutere. Spiega quindi nel dettaglio Marrone, lanciando un monito contro l’installazione di nuove strutture di estrazione e stoccaggio: «E’ altamente probabile che le piattaforme, già presenti in grande quantità tra Marche e Abruzzo, abbiano accelerato i fenomeni tettonici e di conseguenza la scia di sismi nell’Adriatico degli ultimi tempi, che ha visto anche terremoti rilevanti, l’ultimo a metà gennaio di magnitudo 2.3 davanti alla costa fermana ma anche più forti negli anni precedenti. In decenni di attività, infatti, l’azione di estrazione di idrocarburi ha provocato vuoti sotto i fondali, evidentemente non riempiti opportunamente. Situazioni simili di subsidenza, cioè abbassamento del terreno, in concomitanza con attività estrattiva, sono state già riscontrate altrove, anche sulla terraferma, come in pianura padana. E’ rischioso quindi per il futuro persistere sulla strada dell’estrazione, come lo è immettere nel terreno serbatoi di idrocarburi da stoccare, andando a rompere delicati equilibri». Poi il geologo mostra i dati disponibili sulla fascia da San Benedetto a Tortoreto: «Gli studi sono in corso, ma abbiamo già qualche numero a disposizione grazie ai rilevamenti della Rete mareografica nazionale. Dai dati risulta che il fondale si sia abbassato da 50 a 80 centimetri, in un’area distante circa un miglio dalla costa».
Un rischio, quello della correlazione tra terremoti ed estrazione (6 le piattaforme solo da San Benedetto a Tortoreto) sostenuto da Marrone, che però paradossalmente potrebbe avere un effetto benefico, seppur minimo, su un altro problema che sta dilaniando la costa vibratiana e che lo stesso geologo ha studiato a fondo, anche producendo relazioni tecniche commissionate nella disputa sui pennelli di Villa Rosa che interessa Regione e Comuni di Martinsicuro ed Alba: «L’abbassamento del fondale può compensare, ma solo in minima parte, il fenomeno dell’erosione costiera provocato dall’azione dell’uomo. In realtà abbiamo già registrato effetti in tal senso, anche se appena percettibili, con il mare che si è ritirato di alcuni centimetri nella zona interessata».
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